M5s, spunta il candidato condannato: altra tegola per Di Maio dopo il caso Caiata
Antonio Tasso, in corsa nel collegio di Manfredonia-Cerignola, si difende: "Tutti i miei certificati sono puliti"

Spunta un altro 'impresentabile' tra i candidati M5s. Dopo il caso di Caiata, indagato per riciclaggio ed escluso ieri dal Movimento, è Antonio Tasso a finire sotto i riflettori. Il candidato pentastellato nel collegio di Manfredonia-Cerignola, imputato per aver duplicato cd e videogiochi abusivamente e averli venduti senza contrassegni Siae, risulta essere stato condannato in primo grado, secondo quanto riportato da Il Foglio. Per avere venduto i cd senza marchio Siae, Tasso era stato assolto, ma resta la condanna per la "residua imputazione a mesi sei di reclusione e 2 mila euro di multa. Pena sospesa e non menzione".

A far emergere la vicenda era stato l'avversario di collegio Michele Bordo, che in un video su Facebook si rivolge proprio a Tasso dopo essere stato querelato. "Negli anni passati hai svolto anche attività vietate dalla legge, tutte in nero e senza pagare un euro di tasse. Vuoi negare che negli anni scorsi sei stato denunciato a piede libero per violazione della proprietà intellettuale? Racconta la verità ai cittadini, quella verità che molti a Manfredonia già conoscono e che sarebbe il caso di raccontare anche al tuo capo Luigi Di Maio".

 

Ma Tasso non ci sta e sempre sui social smentisce le accuse: "Mentre sono impegnato in questa campagna elettorale mi giungono notizie di attacchi di bassa lega dal candidato di centrosinistra Michele Bordo. In risposta, amici cittadini, a voi che siete gli unici a cui devo delle spiegazioni, dico che per potermi candidare nel Movimento 5 Stelle, oltre al curriculum, ho inviato il casellario giudiziale, il certificato dei carichi pendenti e il certificato ex articolo 335 che serve per verificare l'esistenza di denunce o indagini. Tutti questi certificati sono risultati puliti".

"Certo una denuncia ci fu - ammette - circa 20 anni fa se non ricordo male, tra il 1999 e il 2000: mi sono difeso come era mia diritto in quell'occasione e non ci fu nessuna condanna né amministrativa né penale e il caso è stato archiviato" garantisce. "Se dovessi vergognarmi per una denuncia che non ha sortito effetti, allora i politici potenti e arroganti che adesso mi attaccano e quelli che sono imputati dovrebbero sparire per sempre dalla scena politica per tutti i danni che hanno causato" sostiene. Quindi, conclude: "Il 4 marzo abbiamo la possibilità di sconfiggere l'arroganza politica che ha distrutto questo paese. Vai a votare e convinci altri a farlo".

 

Il candidato premier Luigi di Maio, come negli altri casi propone la linea dura: "Tasso ha accettato la prescrizione prima che esistesse il codice etico del Movimento e prima che esistesse il Movimento stesso. Resta il fatto che non ci ha informati di questo episodio. Per questa ragione è stato segnalato al collegio dei probiviri a cui ho proposto l'espulsione"

Intanto Caiata si è difeso su Facebook: "Sono assolutamente sereno per la totale infondatezza delle cose che sono state dette e, in pochissimo e brevissimo tempo, si farà luce su questa cosa: in quel momento chiederò la riammissione al Movimento".  

"Devo premettere che, per la prima volta nella mia vita, mi trovo ad affrontare una situazione in cui essere "tosto" non è sufficiente. Mi trovo ad affrontare una battaglia in cui qualcuno ha cercato di mettermi contro i miei stessi valori, quelli che mi hanno portato a identificarmi nel Movimento. Mi sento profondamente coinvolto in questa rivoluzione culturale e voglio rimanere con voi, dalla vostra parte, col Movimento 5 stelle che ancora ringrazio per aver risvegliato in me la voglia di combattere per liberare la nostra Basilicata", aggiunge.

"Ho subìto una denuncia, nel 2016, da un individuo che, al termine di questa vicenda, dovrà rendere conto alla giustizia di ciò che ha fatto. Non ho parlato dell'indagine al movimento, perché in buona fede ritenevo e ritengo di aver già chiarito la mia posizione che è totalmente estranea ai fatti che mi contestano e che immaginavo in buona fede fosse già stata archiviata. Ha fatto bene Di Maio a escludermi dal movimento che non può e non deve subire ripercussioni a causa mia e di questo ignobile sciacallaggio mediatico", dice ancora.

"Attaccano me per colpire Di Maio e il Movimento perché hanno paura, tanta paura di perdere potere in una regione con interessi economici enormi per l'establishment. Chiarirò presto la mia posizione e chiederò di essere riesaminato dal collegio dei Probiviri per essere 5 stelle dentro e fuori. Nel frattempo se verrò eletto porterò avanti tutte le battaglie del movimento e rispetterò i suoi principi con forza. Provano a piegarci, ma noi non ci spezziamo", conclude. 

Luigi Di Maio, comunque, tira dritto e nel suo 'rally' e domani, insieme ad Alessandro Di Battista, sarà in Tv su Rai3 da Lucia Annunziata dove ha intenzione di annunciare il primo nome dell'eventuale governo a 5 stelle.

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