M5S, si allarga rimborsopoli: buco da un milione. Di Maio: "Chiesto accesso ai documenti"
Il candidato premier promette la linea dura contro chi non ha versato

Supera la soglia del milione di euro il 'buco' nei rimborsi del M5S. Lo staff dei Cinquestelle sta facendo le dovute verifiche e per ora è certo che l'ammanco è "più grande" di quanto finora emerso anche sulla stampa e il dato ancora non è definitivo. Con chi non ha restituito i rimborsi i vertici Cinquestelle promettono la linea dura, "come con Cecconi e Martelli".

"Non conosco i nomi ma le mele marce sono fuori dal M5S", ha assicurato il candidato premier Cinquestelle Luigi Di Maio. Anche se, come nel caso anche dell'ex massone Catello Vitiello, la legge non glielo permette. "Abbiamo chiesto gli accessi al Mef per verificare lo stato dei versamenti dei singoli parlamentari e di altri portavoce", ha aggiunto il leader M5s arrivando alla palestra Maddaloni di Scampia dove lo attende quasi un centinaio di persone. Fuori, la protesta di una ventina di disoccupati organizzati dai centri sociali, che grida: "Pagherete caro, pagherete tutti"e "A Scampia decidiamo noi". I simpatizzanti rispondono scandendo in coro: "Presidente", cercando di coprire le proteste. 

Duro il commento del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: "Se uno prende un impegno così importante e anche positivo", come quello di contribuire con parte degli stipendi dei parlamentari ad un fondo del microcredito, "poi deve essere capace di gestire almeno questo, perché altrimenti non si sa come si fa a candidarsi per gestire il Paese".

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