M5S, eletti grillini entrano in Parlamento: Lasciateci in pace

Roma, 11 mar. (LaPresse) - Firma, impronte, foto di rito. E' il primo giorno di scuola per deputati e senatori del Movimento 5 Stelle che scelgono la prima occasione utile per far ingresso nei tanto odiati palazzi del potere per la cerimonia di 'accoglienza' e le procedure di 'registrazione'. C'è chi è più emozionato, chi più schivo. Chi non perde occasione per marcare la differenza rispetto agli altri, gli "onorevoli". Lo fa ad esempio il primo grillino che si presenta a palazzo Madama, Marco Scibona, che decide di rispettare gli obblighi relativi all'abbigliamento del Senato, ma a modo suo: sotto la giacca sfoggia, infatti, una vistosa cravatta bianca e rossa con su scritto 'No tav'. "Di che partito sono? Guardate la cravatta", dice rivolgendosi ai cronisti. Sarà una legislatura breve? "No", si limita a rispondere prima di rifugiarsi all'interno del palazzo, cui l'accesso ai giornalisti è vietato. I rapporti con la stampa non sono mai stati rosei. I dettami di Beppe Grillo e del guru Gianroberto Casaleggio sono chiari.

"Sono emozionato. Nessuno comunque ci ha imposto il silenzio stampa" sottolinea in realtà il neo deputato Andrea Vallascas, a margine della registrazione nella sala Mappamondo di Montecitorio, dove però i rappresentanti grillini chiedono di essere 'scortati' dai commessi pur di non finire nelle inquadrature delle tv. "Oggi è una bella giornata, i cittadini entrano nelle istituzioni", taglia corto Adriano Zaccagnini, deputato romano di 31 anni. Al Senato i rappresentanti del M5S arrivano alla spicciolata. Fotografi e cronisti li attendono con il 'facciario' in mano, pronti a rivolgere loro qualche domanda. Non tutti, però, apprezzano.

"Basta, non sono un animale da circo", strilla ad esempio Carlo Martelli, rivolgendosi ai fotografi che tentano di immortalare il suo ingresso nel palazzo. Chi, invece, si lancia in una vera e propria fuga dalla stampa, una corsa a ostacoli per evitare taccuini e telecamere è Cristina De Pietro, neo senatrice del Movimento 5 Stelle eletta in Liguria. Nonostante i suoi 55 anni, lasciando palazzo Madama dopo la procedura di accredito, si lancia infatti in una corsa forsennata nel tentativo di dribblare i cronisti. Nella concitazione le cade l'ombrello, ma lei non si lascia intimorire, lancia un'occhiataccia ai fotografi, e urla: "Dovete lasciarmi in pace". "Paura? Nessuna paura: solo fastidio, credetemi", risponde invece Daniela Donno ai cronisti che, dopo un infrangibile silenzio alle loro domande, le chiedono se aveva paura di fotografi e operatori. Se i grillini, però, si mostrano schivi e silenziosi, sono i loro capigruppo in pectore alla Camera e al Senato a cominciare ad entrare nella parte e a pensare al futuro.

Il tema principe è quello delle alleanze: l'appoggio del movimento 5 stelle al Pd "non ci sarà assolutamente, lo escludo categoricamente", spiega sicura Roberta Lombardi, parlando con i giornalisti a Montecitorio. "Se qualcuno deciderà di farlo - aggiunge - sarà fuori dal movimento". Un dialogo con i Dem "in trasparenza" non è "escluso", ma nessuno spazio ad "accordicchi sulla strada del 'io ti do questo e tu mi rendi quest'altro". Inizia a parlare di poltrone, però, il futuro presidente dei senatori M5S: "Ci aspettiamo un questore e un vicepresidente alla Camera e un questore e un vicepresidente al Senato", spiega Vito Crimi, conversando con i cronisti a palazzo Madama. "Le regole sono contorte, sono fatte in modo che non ci tocchino, dovremmo fare degli accordi ma noi non li faremo. Ma la sovranità popolare è stata espressa - aggiunge - e questo quindi è quello che ci aspettiamo". Quanto alla possibilità che la presidenza di una delle due Camere venga data ai grillini, Crimi risponde. "Se vogliono darcela, noi diciamo grazie".

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