M5s, Di Maio: "Nuovo governo? Saremo più veloci della Germania"
Il leader del Movimento 5 Stelle a un incontro a Confcommercio è tornato a parlare del reddito di cittadinanza

È un Luigi Di Maio in versione istituzionale ad assicurare che il nuovo governo si formerà in meno di un semestre, "perché la Germania ci ha messo sei mesi, io credo che impiegheremo di meno". Davanti alla platea di Confcommercio, a Milano, il leader pentastellato conferma di aver dato mandato ai due capigruppo del Movimento Danilo Toninelli e Giulia Grillo di iniziare i colloqui con gli altri partiti per la presidenza delle Camere. E avverte che non si gioca la questione dell'esecutivo, ma temi come i vitalizi, sulla partita che riguarda i ruoli di garanzia.

Ma la partita governativa resta il nodo: ed è da 'giocare' in un campo difficile con un centrodestra spaccato. Con Silvio Berlusconi che non chiude al Pd e il leader della Lega Matteo Salvini che sembrerebbe non escludere i 5 Stelle. Dopo le polemiche sulle parole del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che aveva descritto una Ue intimorita dall'incertezza italiana, Di Maio si dice soddisfatto delle "parole distensive" arrivate poi dal commissario della Unione europea Pierre Moscovici "non preoccupato" per la stabilità politica ed economica italiana. Un assist incassato dai pentastellati, additati in campagna elettorale come lo spauracchio dei mercati finanziari e dell'Unione.

Il mantra del candidato premier del M5S, uscito 'vincitore senza maggioranza' dal voto del 4 marzo, è che tutte le forze politiche sono chiamate ad "atti di responsabilià". Per rassicurare la platea dell'organizzazione del commercio Di Maio, a capo di quella che è diventata la prima forza politica del Paese, ribadisce che il Movimento non ha mai chiesto di uscire dalla Ue o detto che avrebbe lasciato l'Italia nel caos. Una linea che - garantisce - resta tale anche dopo le elezioni.

Davanti alle preoccupazioni espresse dal presidente della Confcommercio Carlo Sangalli per il "rischio di una fase di ingovernabilità che potrebbe far saltare la pax finanziaria" arriva la promessa di Di Maio. "Chiederemo di disinnescare subito le clausole sull'aumento Iva e non per motivi tecnici. Spero che questo impegno lo condividano tutte le rappresentanze parlamentari". Di fronte a Sangalli, che lo incalza proponendo una local tax, il leader del M5S, senza esporsi troppo, cala la carta dello stop alle tasse "anche nel numero" e quindi della semplificazione amministrativa. Di Maio non fa mancare un commento sul reddito di cittadinanza. Fa arrivare agli imprenditori un messaggio che sembra voler sgombrare il campo dall'idea di un M5S troppo prodigo di promesse, che per molti sono apparse puzzare di propaganda, nella caccia ai voti nella campagna elettorale, soprattutto al sud. Il candidato premier dei 5 Stelle garantisce: "Non abbiamo intenzione di dare soldi alle persone senza che facciano nulla. Avete la rassicurazione che nessuno potrà starsene sul divano. Non è uno strumento legato all'assistenzialismo, ma dobbiamo ispirarci ai paesi liberali che utilizzano la flexsecurity".

Il 5 Stelle pensiero deve fare però i conti anche con il post di Beppe Grillo sul suo blog intitolato 'Società senza lavoro' e accompagnato dalla foto del dipinto 'Quarto stato' di Giuseppe Pellizza da Volpedo: "Ma siamo sicuri che il problema sia davvero il lavoro? - scrive il fondatore del M5S -. Io penso di no. Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario una volta che si è raggiunto la capacità produttiva attuale".

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