M5S, Ceccanti: "Lista dei ministri al Quirinale grave sgrammaticatura istituzionale"
Il costituzionalista e candidato dem alla Camera: "E' come se i grillini dicessero che l'incarico gli è dovuto"

E' "una grave sgrammaticatura istituzionale" inviare via mail al Quirinale, a pochi giorni dal voto, la lista dei ministri grillini. Il costituzionalista e candidato dem alla Camera Stefano Ceccanti bolla così l'iniziativa del M5s e del suo candidato premier Luigi Di Maio.

Perché l'idea dei 5 Stelle è da considerarsi irrituale, se non peggio?  

Nessuno impedisce in campagna elettorale a una forza politica o a una coalizione di dire 'se noi andremo al governo questi saranno i nostri ministri', facendo nomi e cognomi. Questa è propaganda politica e non c'è nulla di male. Ciò che crea un corto circuito invece è coinvolgere il Quirinale come ha fatto i il Movimento 5 stelle. E' come se i grillini dicessero che l'incarico gli è dovuto. E questo non si può fare: è una grave sgrammaticatura istituzionale e Costituzionale.

Dove inciampano i 5 stelle a livello istituzionale secondo lei?  

Sbagliano nel senso che al momento il M5s non ha titolo per rivolgersi al Capo dello Stato. La procedura per formare il governo inizia dopo le elezioni, come dice l'art. 92 della Costituzione. Non prima. Non c'è un automatismo secondo cui l'incarico spetti ai 5 Stelle: non c'è né in astratto, né ci sarebbe dopo, se dovessero essere il primo partito, senza avere la maggioranza per formare un esecutivo.

La linea del silenzio percorsa dal Quirinale su questa iniziativa dei 5 Stelle come va vista?  

È la soluzione più sensata. 'Tamquam non esset', 'come se non ci fossero'. Insomma far finta di niente. Il senso è: siccome non ha fondamento è un atto che non ha rilievo.

La lista dei ministri di Di Maio come potenziale squadra di un esecutivo è stata giornalisticamente chiamata 'governo ombra'. E' questo il caso davvero?

Il governo ombra lo fa l'opposizione, quando l'esecutivo è formato.  È una istituzione prevista per legge in Inghilterra e fronteggia il governo vero. E lo fa il partito che arriva secondo e resta fuori dal governo, che nel sistema anglosassone è l'opposizione ufficiale e si distingue dalle altre minoranze.

Che obiettivo ha il governo ombra? 

Nella logica dell'alternanza viene considerato l'alternativa naturale dell'esecutivo.

In Italia ci furono governi ombra col Pd di Veltroni segretario del partito nel 2008 e prima con il Pci di Occhetto negli anni '80. Che significato ebbero quelle esperienze in un sistema come quello italiano?  

Fu una scelta politica con cui sottolineare di voler essere una opposizione costruttiva in grado di subentrare al governo.

Fu centrato questo obiettivo?  

Nel caso del governo ombra di Veltroni, in cui chi lo guidava corrispondeva a chi dirigeva gli organi del partito, funzionò. Diede un doppio messaggio, che il Pd non c'entrava nulla con la maggioranza di governo di Berlusconi e che il partito si considerava solo temporaneamente alla opposizione. E credo sia stato un errore eliminarlo in seguito.
 

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