M5S-Lega, tra piazze e tribunali un tranquillo weekend di paura

Fine settimana ad alta tensione per Di Maio e Salvini

Un tranquillo weekend di paura. Tra piazze e tribunali 48 ore di fuoco attendono il governo gialloverde. Nelle prossime ore, infatti, la Cassazione deciderà se accettare o respingere (come ha chiesto il Pg) il ricorso presentato da Matteo Salvini contro l'ordinanza del riesame di Genova che il 5 settembre aveva disposto il sequestro preventivo dei fondi del partito fino a 49 milioni di euro nell'ambito del procedimento sui rimborsi elettorali. Se Salvini rischia di piangere, però, Di Maio non ride. Sul fronte giudiziario, infatti, le cose non vanno meglio agli alleati di Governo, famosi per aver brandito in più occasioni di fronte agli avversari politici il coro 'onestà, onestà': sabato, infatti, è attesa la sentenza che deciderà il futuro politico di Virginia Raggi e le sorti del Campidoglio.

La prima cittadina è a processo con l'accusa di falso per la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo della Direzione turismo e se la Corte la giudicasse colpevole, codice etico pentastellato alla mano, dovrebbe dimettersi seduta stante, decretando di fatto una sconfitta in quella che è stata la prima grande esperienza di Governo in casa grillina. Sembra non voler fare sconti Luigi Di Maio: "Il nostro codice di comportamento parla chiaro e lo conoscete", dice sibillino il capo politico del Movimento. E non è un caso se, invece, il ministro dell'Interno dichiari pubblicamente di "sperare che venga assolta", ammettendo - dopo le turbolenze degli ultimi giorni su prescrizione e sicurezza - di preferire che la tempesta resti lontana da chi gli siede accanto in Consiglio dei ministri.

Non solo possibili guai giudiziari per il governo pentaleghista, però. Il M5S è atteso a due importanti prove nelle due grandi città che amministra. Si inizia sabato a Torino. In piazza, dopo l'ordine del giorno No Tav votato dalla giunta Appendino, scende il popolo che dice sì alla Torino-Lione. La manifestazione, organizzata su Facebook da sette donne manager provenienti dalla società civile,  vuole essere una "rivoluzione garbata" e rigorosamente senza bandiere, anche se vedrà tra i partecipanti tutte le associazioni di categoria e le imprese. Domenica, invece, a Roma, si svolgerà il referendum cittadino sulla liberalizzazione del trasporto pubblico, proposto dai Radicali. La gestione di Atac da parte di Raggi è stata più volte presa di mira dalle opposizioni e, una eventuale vittoria del si al referendum con il raggiungimento del quorum, creerebbe non poche difficoltà al Campidoglio.

A disturbare il weekend del Carroccio, invece, le associazioni che si sono date appuntamento sempre sabato nelle piazze di Roma, Milano, Torino e di quasi 50 città italiane per protestare contro il disegno di legge sull'affido condiviso promosso dal senatore leghista (e promotore del Family Day) Simone Pillon. Per Di Maio e Salvini, insomma, sarà un fine settimana ad alta tensione. E, sia detto per il ministro dell'Interno, noto rossonero, domenica sera in campionato c'è anche la supersfida Milan-Juve.
 

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