Lorenzin: Sull'eterologa deciderà il Parlamento

Roma, 8 ago. (La Presse) - "Quello che voglio impedire è di fare cataloghi da selezione eugenetica della razza, che all'estero i centri privati offrono alle coppie a caro prezzo." Lo dice, in un'intervista su La Stampa di oggi, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin sul decreto sulla fecondazione eterologa. "Sono contraria - ha aggiunto - perché così si fa discriminazione razziale, ma la mia è una posizione personale. E' giusto invece ne discuta il Parlamento".

I tempi - ha sottolineato Lorenzin - non sono ancora maturi per garantire ai nati dall'eterologa la possibilità di conoscere l'identità dei loro genitori biologici. Ma probabilmente ci arriveremo in futuro. In tutti i Paesi dove l'anonimato è stato introdotto si è poi dovuto fare marcia indietro sotto la spinta delle cause vinte da chi voleva conoscere le proprie origini". Inoltre, sul punto che prevede che i genitori informino i figli dell'eterologa sulle modalità del loro concepimento, "lo faranno nei tempi e nei modi che riterranno più opportuni - ha detto la ministra -, non ci sarà lo Stato con il fucile spianato a controllare. Saranno i medici nel momento della richiesta del consenso informato a spiegare ai futuri genitori come e perché comunicare la verità ai propri ragazzi. E' anche un fatto di sicurezza sanitaria. Se all'improvviso serve ricevere una donazione di tessuti o cellule per salvarti la vita devi poter ricorrere al donatore nel pieno anonimato e attraverso la struttura medica, fermo restando la possibilità del donatore di rifiutarsi".

Sui costi che si accollerà lo Stato, secondo Lorenzin "è un obbligo giuridico. La Corte Costituzionale ha abrogato il divieto di eterologa perché ritenuto discriminante da un punto di vista economico. Non potevamo dire: da ora si può fare ma solo per chi può pagare decine di migliaia di euro nei centri privati".

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