Lombardia, Violi (M5S): "Io a Bruxelles. Bei aperta a investimenti"
L'intervista al candidato pentastellato a governatore della Lombardia

Passa anche da Bruxelles la campagna elettorale del candidato del M5S a governatore della Lombardia, Dario Violi, intervistato da LaPresse mentre si trova ancora nella capitale belga.

Lei è molto legato al territorio, viene da Bergamo. I voti per essere eletto alla guida del Pirellone non dovrebbe andarli a cercare in giro per la Lombardia? Cosa ci fa nel cuore dell'Europa?

"Sono andato a parlare in Commissione Europea con il capo di gabinetto che si occupa dei fondi alle Regioni e alla Bei, la banca europea degli investimenti. È inaccettabile che le aziende che abbiano ricevuto fondi europei poi decidano di delocalizzare, abbandonando quel territorio e quella forza lavoro che le ha rese grandi. Ne ho parlato con i funzionari della Commissione e abbiamo verificato che nella programmazione 2020-2026 potranno essere posti vincoli per evitare che ciò accada di nuovo. E alla Bei si sono anche detti disponibili a supportare le istituzioni e gli operatori pubblici del trasporto negli investimenti sulle infrastrutture, come quelle ferroviarie, per progetti sostenibili dal punto di vista ambientale. Dalla Bei arrivano 8/10 miliardi l'anno per investimenti in Italia.

E di Pedemontana avete parlato?

"È inacccettabile che Maroni stia cercando fondi europei per terminare un'opera inutile come Pedemontana, mentre il trasporto ferroviario locale versa in uno stato pietoso. Noi 5 Stelle abbiamo una visione diversa. Comunque, alla Bei stanno valutando e stanno raccogliendo elementi sul progetto"

Che informazioni ha raccolto sulle prospettive per la Lombardia in termini di fondi dalla Ue?

"La Lombardia, rispetto ad analoghe regioni europee, ha scontato in passato una frenata economica e difficoltà maggiori. Potrà fruire nei prossimi anni di fondi dalla Ue, soprattutto per le aree interne, che dovranno essere utilizzati al meglio nell'ambito della programmazione".

Sulla decisione di portare l' Agenzia del Farmaco (Ema) da Londra, non a Milano ma ad Amsterdam, che però non è pronta con la sede, il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas dice "Abbiamo fatto il nostro lavoro e nient'altro". Lei cosa ne pensa?

"Quella di Ema è una partita in cui il governo italiano non ha avuto il peso che doveva avere. La scelta europea è stata politica, ed è andata come è andata. E' giusto che l'Italia faccia ora ricorso, anche se gli argomenti giuridici, non essendo un bando di gara, sono deboli".

Voi 5 stelle eletti in Europa e in Lombardia come vi comporterete?

"I nostri europarlamentari faranno pressing sulle istituzioni europee, in particolare la Commissione, e sono pronti ad allearsi coi colleghi delle altre forze politiche. In generale, quella dell'Europa è una partita che l'Italia deve giocare meglio di quanto non abbia fatto finora".

Ma voi del M5S non eravate antieuropeisti?

"L'Europa così come avvenuto finora non ha funzionato ed è inutile prendersela con la Merkel che fa gli interessi della Germania. Piuttosto bisogna sfruttare le opportunità che può offrire all'Italia e farsi sentire di più". 

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