Lombardia, spese pazze: indagati 65 ex consiglieri e assessori. Tra loro Renzo Bossi e Nicole Minetti

Milano, 5 mar. (LaPresse) - La Procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di 65 persone, tra cui 55 ex consiglieri regionali dell'ultima e penultima legislatura, 9 ex assessori della giunta Formigoni e il collaboratore di un assessore, per le 'spese pazze' al Pirellone. Sono stati indagati, a vario titolo, per peculato e truffa aggravata. Dalle indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria di Milano della guardia di finanza e coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai sostituti Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, è emerso che gli indagati avrebbero chiesto rimborsi per un ammontare complessivo di oltre 3,4 milioni di euro per spese che poco o nulla avevano a che vedere con l'esercizio delle loro funzioni istituzionali.

Tra i destinatari del provvedimento ci sono anche Renzo Bossi, figlio dell'ex segretario della Lega Nord Umberto, e Nicole Minetti, ex consigliere regionale per il Pdl. Nella 'lista della spesa' del Trota sono tante le voci sospette. Si va dalle caramelle, alle patatine Fonzies, a focacce, spazzolini, i - pad e molto atro ancora, per un totale di 15.757,21 euro. Lungo è anche l'elenco di scontrini e ricevute presentati da Nicole Minetti, alla quale vengono contestate spese per 19.651 euro. Tra le voci, anche per l'acquisto del libro 'Mignottocrazia', pranzi e cene, soprattutto in ristoranti giapponesi. Ben 81mila euro sono stati contestati all'ex consigliere Pdl Gianluca Rinaldin, mentre l'ex capogruppo Pd al Pirellone Luca Gaffuri avrebbe speso ben 10.360 euro per cene, pranzi, un soggiorno a Sondrio, bottiglie di vino.

Tra i destinatari della misura, anche l'ex presidente del Consiglio Regionale Davide Boni, a cui, tra le varie voci, sono contestate anche le spese di viaggio che il politico leghista ha dichiarato di aver affrontato dal 2003 al 2011 per raggiungere tutti i giorni il consiglio regionale da Sabbioneta (Mantova), dove abitava in precedenza. Peccato che dal 2003 Boni e la sua famiglia abitino in centro a Milano. A lui, ad un altro consigliere e ad un collaboratore di un ex assessore è stato contestato anche il reato di truffa aggravata. Nell'ambito della stessa inchiesta, lo scorso dicembre, la procura di Milano ha archiviato le posizioni di 33 persone, tra cui Giuseppe Civati del Pd e Rosi Mauro della Lega.

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