Libia, Renzi: Vorrei Putin in squadra contro l'Isis, ma deve uscire dall'Ucraina

Roma, 22 feb. (LaPresse) - "L'Isis non è così forte in Libia come vuol far credere". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo a 'in 1/2 ora' su Rai3. "Siamo in grado di intervenire - ha aggiunto il premier - ma c'è bisogno di tranquillità". "L'Italia - ha ribadito - ha un servizio di intelligence che non è come la Cia, ma in Libia siamo i numeri uno".

Renzi ha invitato il Paese a non lasciarsi travolgere dalle "esagerazioni" perché "non siamo sotto attacco, ma allo stesso tempo, non possiamo sottovalutare niente". Inoltre, secondo il premier "l'espressione 'siamo a sud di Roma' è un'indicazione geografica, non una minaccia, e loro non hanno il controllo della Libia". Escluso anche il rischio di un'ondata massiccia di migranti dalla Libia all'Italia: "Non ci saranno quelle cifre (500mila, ndr) perchè interverremo prima in modo diverso".

Il presidente del Consiglio ha espresso inoltre il desiderio che in "questa grande battaglia per il futuro mondiale" che si sta giocando, "Putin e la Russia giochino nella mia squadra". Per farlo, però, ha avvertito Renzi, "Putin deve uscire dall'Ucraina" di cui ne ha "violato l'integrità". "Io sto provando di far passare un messaggio - ha aggiunto il premier - se la Russia torna al tavolo della comunità internazionale saremmo tutti più tranquilli, ma per andare al tavolo è chiaro che Putin deve uscire dall'Ucraina".

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