Libia, Gentiloni: Intervento? Non è palestra per esibizioni muscolari
Per il titolare della Farnesina la via da privilegiare è politica e non militare

"La Libia non è una palestra per esibizioni muscolari". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Radio Anch'io, su RadioUno, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un intervento militare per frenare l'avanzata dell'Isis, responsabile di decine di morti e di attacchi contro importanti centri petroliferi del Paese. "Qualche operazione militare potrebbe anche essere giustificata in questo momento - ha concesso Gentiloni - ma sul terreno non lascerebbero ciò che ci serve, cioè l'avvio di una stabilizzazione della Libia", cosa che per il ministro va ottenuta anzitutto tramite l'accordo di unità nazionale. Un intervento militare, secondo il responsabile della Farnesina, porterebbe "forse qualche confusione in più". Per Gentiloni, "nelle prossime settimane c'è solo un piano nella nostra agenda", quello politico. "Poi, naturalmente", ha proseguito il ministro, "se questa dinamica diplomatica - che come altre dinamiche, dalla Siria, alla Libia, allo Yemen, sono tutte molto fragili - non riuscisse a consolidarsi nei prossimi mesi, ci sarebbero altri modi per fare delle azioni di contenimento: ma deve essere molto chiaro che sono due scenari diversi".

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