Liberi e Uguali, assemblea nazionale a Roma. Grasso: "Aboliamo le tasse universitarie"
Bersani: "Pronti a parlare con tutti, tranne con la destra". Definiti i criteri per le candidature: no a condannati per mafia

L'unica "alternativa credibile" alle "favole irrealizzabili" di Renzi e Berlusconi, senza chiudere definitivamente ad un accordo post voto con il M5S. Si scrive 'Liberi e Uguali', ma il sogno è quello di fare il colpaccio il 4 marzo, pur consci che la partita sarà durissima.

All'Hotel Ergife è la giornata dell'assemblea nazionale per il neonato movimento guidato da Piero Grasso e i big non mancano: sfilano Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), Enrico Rossi. Robero Speranza (Mdp), Pier Luigi Bersani e anche Laura Boldrini, alla prima uscita pubblica con LeU. L'ormai ex presidente del Senato, che arriva sorridente al Centro Congressi sull'Aurelia, apre il suo intervento dandole il benvenuto e ringraziandola "per lo straordinario impegno sui diritti".

Poi suona la carica: "Anche le sfide durissime possono essere vinte ma sarò felice di essere il vostro caposquadra. Noi siamo l'unica alternativa credibile con proposte concrete, non le irrealizzabili favole degli altri partiti". Il riferimento è preciso: "Renzi ha detto che vuole abolire il canone Rai dopo averlo messo in bolletta, Berlusconi ne ha dette troppe in 25 anni, non riesco a pensare alla più clamorosa, sceglietela voi".

Dal punto di vista dei punti reali del programma il focus è sul lavoro ("serve un nuovo contratto a tutele crescenti, che reintroduca le garanzie tolte dal Jobs Act"), ma c'è anche una sorpresa. Grasso infatti annuncia di voler "abolire le tasse universitarie con 1,6 miliardi. Si tratta di appena un decimo delle risorse che l'Italia spende per finanziare attività dannose per l'ambiente. E' una proposta concreta, realizzabile".

Dalla platea arrivano applausi, anche se dagli altri partiti non mancano le critiche. Pochi minuti dopo si prende la scena Boldrini, che punta subito il bersaglio grosso: "Vogliamo riportare al voto chi non ci va più a votare, ci sono persone deluse da una sinistra che ha smesso di essere sinistra, che si è persa per strada e che ha fatto altro". E se l'ex numero 1 della Camera promette che non ci sarà nessuna "campagna elettorale contro", non nasconde la sua amarezza per il fallimento dello ius soli: "La legislatura si è conclusa con un grande tradimento; ha avuto la meglio una sconcertante subalternità politica alla destra, è stata una decisione miope".

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