Legge stabilità, no aumento ore lavoro professori. Torna nodo esodati

Roma, 11 nov. (LaPresse) - La commissione Bilancio di Montecitorio ha approvato l'emendamento presentato oggi dal governo all'articolo 3 della legge di stabilità che di fatto scongiura definitivamente il rischio di aumento dell'orario settimane, da 18 a 24 ore, per gli insegnanti, individuando i 182,9 milioni di euro di tagli richiesti dalla spending review per il 2013. Approvato inoltre un emendamento alla legge di stabilità presentato dal Pd che conferma il taglio ai patronati per 30 milioni di euro, ma solo per il 2013. Per gli anni successivi la prevista riforma degli stessi patronati dovrà garantire a partire dal 2014 gli stessi risparmi.

Torna il nodo degli esodati, che sembrava sciolto con la presentazione dell'emendamento dei relatori avvenuta ieri in commissione Bilancio. La ragioneria dello Stato, secondo quanto si apprende, avrebbe fatto pervenire alla commissione Bilancio di Montecitorio delle osservazioni che evidenziano come l'estensione della platea degli esodati contenuta nell'emendamento sarebbe eccessiva, renderebbe carente la copertura prevista dalla proposta di modifica. Il confronto, secondo quanto fanno sapere relatori e governo, è aperto e c'è la volonta di trovare una soluzione. Tra le ipotesi sul tavolo c'è quella di una maggiore stretta sull'indice di rivalutazione delle pensioni di fascia alta. In particolare, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, i rilievi della Ragioneria andrebbero nella direzione di una riscrittura dell'emendamento che riscrive il comma 11 dell'articolo 8 della legge di stabilità con la cancellazione del punto d del testo che prevede l'estensione della platea delle tutele anche ai "lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011, anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell'attività dell'impresa, purché privi di occupazione, che maturino il diritto a pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi". Sarebbe ancora aperta invece la discussione sulle altre tre tipologie di salvaguardati. La prima include "i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014". La seconda è quella relativa ai "lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria" a condizione che "abbiano conseguito un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500" e che "perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014" e infine quella dei "lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che abbiano conseguito un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500 e che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014".

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