Legge Stabilità, Aiaf: Moderato effetto espansivo dalla manovra

Milano, 29 dic. (LaPresse/Finanza.com) - Secondo una nota dell'Aiaf, l'associazione degli analisti finanziari italiani, la legge di Stabilità 2015 (la vecchia finanziaria) varata dal governo Renzi evidenzia in estrema sintesi un tentativo di alleggerimento della pressione fiscale attraverso la riduzione della spesa pubblica e il finanziamento in deficit, ottenendo il risultato di un moderato effetto espansivo per il ciclo economico. Più nel dettaglio, secondo gli esperti dell'Aiaf, l'importo lordo della manovra è di 32,5 miliardi di euro. Il grosso degli interventi è sugli sgravi fiscali (circa 16 miliardi di euro) mentre dal lato delle coperture, si registrano prevalentemente risparmi di spesa (circa 12 miliardi di euro) rispetto alle maggiori entrate (circa 9 miliardi di euro). Un'importante novità è rappresentata da un significativo finanziamento di deficit (5,9 miliardi di euro).

Secondo l'Aiaf la struttura della manovra evidenzia dunque un significativo intervento sul fronte degli sgravi fiscali, il cui impatto sull'economia nel 2015 potrebbe essere significativo (fino allo 0,5% di maggiore crescita) se non si tenesse conto dei tagli alla spesa o delle maggiori entrate. Al netto di questi ultimi due effetti restrittivi, considerando anche il possibile aumento della tassazione locale per effetto dei tagli, l'impatto della manovra per il 2015 è dello 0,2% circa, rappresentando un fattore di stimolo modesto ma comunque non nullo. Sul fronte del deficit l'aumento di circa 6 miliardi di euro testimonia la natura sostanzialmente espansiva della manovra, sebbene l'entità non sia in grado di determinare una svolta decisiva sulla crescita della nostra economia. Per effetto del maggior deficit, e sulla base delle previsioni economiche che vedono nel 2015 un Pil in aumento dello 0,5%, il rapporto deficit/Pil è stimato al 2,6%, in area di sicurezza rispetto al limite del 3%. Per il 2016 e il 2017 il quadro programmatico prevede una ripresa del percorso di aggiustamento con un rapporto deficit/Pil previsto in alo all'1,8% del Pil nel 2016 e allo 0,7% nel 2017.

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