Legge elettorale, Renzi: Siamo a un bivio, non buttiamo questa occasione

Roma, 28 gen. (LaPresse) - "Siamo veramente a un passo, è lì, siamo lì pronti a chiudere perché questa legge elettorale, il cambio delle regole, le riforme costituzionali valgono più di una finanziaria, sono soldi e credibilità per l'Italia". Così il segretario del Pd Matteo Renzi nel corso di un'intervista esclusiva a Ballarò su Raitre. "Come si fa a buttar via questa occasione?", si chiede Renzi. "Veramente mi dispiacerebbe - aggiunge - sarebbe anche un modo per tradire i tre milioni di italiani che sono andati a votare alle primarie".

"NON FACCIO UNA BATTAGLIA PER ME". "Non è che io faccia una battaglia per me - dice ancora il segretario a Giovanni Floris - secondo me siamo a un punto in cui gli italiani hanno bisogno di risposte concrete, di gente che decide, non è che vogliono il decisionismo di Renzi o di un altro". "Cioè, in altri termini - continua Renzi - decidere sula legge elettorale non è importante solo per la legge elettorale, anche per la legge elettorale, ma dà il segno di una classe politica che finalmente si toglie dalle sabbie mobili. Ecco, questo è il punto fondamentale. Son 20 anni che continuano a parlarne, finalmente che adesso ci siamo, che fanno? Si tirano indietro? Io... Io credo che non lo faranno".

"O SI CAMBIA O C'E' LA PALUDE". Per il segretario del Pd il punto vero è "che siamo a un bivio, o si prova a cambiare davvero, modificando le cose che vanno modificate, nessuno pensare. di aver fatto una roba perfetta, oppure se non si fa nulla è la palude".

"ACCORDO CON CAV E' STRAORDINARIO". Renzi torna a parlare anche dell'accordo con Berlusconi. E' "molto buono", spiega il segretario "perché mette insieme il Senato, i poteri delle Regioni, i rimborsi ai consiglieri regionali, una legge elettorale che dia garanzie, il ballottaggio, insomma, l'accordo è un accordo" che non è soltanto "positivo", ma anche "straordinario". Perciò, dice Renzi, "chi non vuole mantenere l'accordo se ne assumerà la responsabilità davanti al Paese. Però...Più di così, sinceramente, non potevamo fare".

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