Legge elettorale, M5S: Ecco i nostri dieci sì alle proposte del Pd

Roma, 7 lug. (LaPresse) - E' con un lungo post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, che il Movimento 5 Stelle risponde di "sì" alle dieci proposte fatte dal Pd sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale. La risposta arriva al termine di una lunga giornata politica, iniziata con l'annullamento dell'incontro tra i democratici e i pentastellati. "Attendiamo ancora le risposte. Un incontro - aveva detto il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini - ha senso se è proficuo". Da qui la decisione di sospendere il faccia a faccia, che non è piaciuta al leader del M5S, Beppe Grillo, che parla di "tramonto della democrazia", di "una dittatura a norma di legge" e di "sbruffoni della democrazia". Eppure, precisa poi lo stesso Grillo, "le porte per una discussione sulla legge elettorale per il M5S sono sempre aperte".

I dieci "sì" contengono diverse integrazioni, ma, spiegano, "l'importante è fare un buona legge elettorale". "Ora noi intendiamo per senso di responsabilità e per non perdere altro tempo - scrivono sul blog i parlamentari del M5S - passare sopra il teatrino che avete messo in piedi e ci auguriamo che non troviate altri pretesti. L'unica cosa a cui teniamo è che si faccia una buona legge elettorale per i cittadini. In questo senso, chiediamo serietà e reale disponibilità a un confronto".

LA GOVERNABILITA'. I parlamentari 5 Stelle si dicono disponibili "a prevedere un ballottaggio che dia ad una forza politica la maggioranza dei seggi, a condizione di evitare che la conquista del primo posto si trasformi in una corsa all'ammucchiata di tutto e il suo contrario". La proposta pentastellata è quella di avere un primo turno "proporzionale privo di soglie di sbarramento". In caso di superamento della soglia del 50% + 1 dei seggi al primo turno, "prevediamo - scrivono - un premio di governabilità minimo, che consegnerebbe al vincitore il 52% dei seggi". Nel caso in cui nessuno raggiunga la maggioranza al primo turno, la proposta del M5S prevede un secondo turno tra i due partiti più votati, al cui vincitore viene assegnato il 52% dei seggi.

SUPERAMENTO BICAMERALISMO PERFETTO. Il Movimento 5 Stelle si dice "non siamo pregiudizialmente contrario" al superamento del bicameralismo paritario (questione su cui è intervenuto stasera anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, chiedendo una riforma "urgente") e all'istituzione di un Senato come assemblea che non si esprime sulla fiducia e non vota il bilancio. La condizione, scrivono sul blog, è "che l'esistenza di tale assemblea abbia ancora una precisa funzione nel disegno istituzionale".



VERIFICA COSTITUZIONALE PREVENTIVA. Sì del M5S anche alla verifica preventiva della legge elettorale da parte della Corte costituzionale. Ma, dicono, il premier Renzi "ha affermato nel corso del nostro ultimo incontro che la legge elettorale sarà approvata e promulgata dopo la prima lettura da parte del Senato della riforma della Costituzione. Il che significa che il controllo non sarà previsto per la legge elettorale in discussione. Come pensate - è la domanda che fanno al Pd - di risolvere questa contraddizione?".



MODIFICA TITOLO V. La modifica del Titolo V della Costituzione e la riduzione del potere delle Regioni trova parere positivo tra il M5S. Anche qui, però, i pentastellati propongono alcune riflessioni e chiedono di fare di più. "L'impianto proposto nell'attuale riforma", scrivono, non è "funzionale alla risoluzione dei problemi provocati dalla riforma del 2001", in particolare sulla divisione delle competenze tra Stato e Regioni, che vanno "discusse", per evitare "contenziosi paralizzanti davanti alla Consulta".



RIDUZIONE INDENNITA'. "Noi sì, lo facciamo già". Il M5S risponde così alla domanda del Pd, che chiede se i pentastellati siano d'accordo con la riduzione dell'indennità dei consiglieri regionali a quella dei sindaci di comuni capoluogo e all'eliminazione di ogni forma di rimborso ai gruppi consigliari delle Regioni.

SENATO COME ESPRESSIONE DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI. Sì anche al ruolo del Senato come espressione delle autonomie territoriali. Ma su questo punto le precisazioni dei 5 Stelle diventano numerose. In particolare, i pentastellati chiedono "che senso avrebbe" questo ruolo dell'assemblea visto che i rappresentanti delle autonomie già intervengono nella Conferenza Stato-Regioni. Inoltre, scrive il M5S, "se il testo che si va formando attribuisce una serie di poteri al Senato (elezione del Presidente, dei giudici costituzionali, dei membri laici del Csm, competenza decisionale nelle leggi di riforma costituzionale ecc.) che vanno molto al di là dei poteri locali", allora "riteniamo che in presenza di tali attribuzioni sia irrinunciabile l'elettività di promo grado dei senatori".



IMMUNITA' PARLAMENTARE. "Affinché l'immunità non diventi occasione di impunità e tuttavia preservi il parlamentare nella sua essenziale funzione di rappresentante dei cittadini riteniamo necessario e sufficiente cancellare le immunità attualmente previste, all'infuori della garanzia dell'insindacabilità per le opinioni e i voti espressi". Così il M5S risponde in merito alla richiesta del Pd sulla necessità di "trovare insieme" una soluzione al tema dell'immunità parlamentare.


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