Legge elettorale, Lupi: Riuniamo centrodestra, no a Lega estremista

Roma, 18 nov. (LaPresse) - Gli elementi importanti per la costruzione di un nuovo soggetto politico sono due, secondo Maurizio Lupi (Ncd), intervistato dal Corriere della Sera. Il primo è la legge elettorale: "se si accetta una legge che prevede soglie basse e premio di lista, si concede a tutte le forze politiche di scegliere se andare da sole e fare mera testimonianza, o se unirsi perché si crede davvero in un progetto comune alternativo al centrosinistra. Non le si mette di fronte a un ricatto: 'O venite con noi alle nostre condizioni, o vi facciamo fuori'. Questo è l'unico punto di partenza accettabile per costruire insieme qualcosa" A questo si aggiunge l'elemento identitario: "Per stare assieme bisogna condividere un'idea di Paese e la proposta che si fa al Paese. E quindi non si può, come ha fatto FI finora, rincorrere Salvini, che in questo momento con le sue parole d'ordine è quanto di più lontano c'è dall'idea di centrodestra moderato che abbiamo noi". "Questa Lega estremista e populista - aggiunge - che vuole chiudere Schengen, uscire dall'euro, che sollecita con la paura e la rabbia la pancia del Paese, non può essere parte trainante di un nuovo progetto politico".

Gli appelli dei Berlusconi e Toti all'unità del Centrodestra sono "segnali apprezzabili", secondo il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ma sulla proposta di un 'nuovo predellino' precisa: "Che significa? Se è solo una sommatoria di liste non ci interessa, perché sarebbe un progetto sbagliato. Vogliamo guardare avanti, ma con chiarezza". Ad esempio Lupi spiega che "con questa Lega non si va da nessuna parte, mentre si può andare lontano se, partendo da un asse centrale moderato formato da forze come FI, Ncd, Udc, parte di Scelta civica e da tanti movimenti nella società civile e del territorio, si pone Salvini di fronte a una scelta: vuol essere il leader di un partito che governa due Regioni e che aspira a governare il Paese come quello rappresentato da Maroni e Zaia, o il capo di un movimento che fa della rabbia e della demonizzazione la sua ragion d'essere, autoescludendosi dal gioco politico e condannandosi all'isolamento?".

Anche se Forza Italia non vuole chiudere la porta in faccia a Salvini, Lupi sottolinea che "non è rincorrendoli che si ottiene qualcosa. Primo, perché la Lega oggi non ha interesse a venire dalla nostra parte. Secondo, perché se si perde identità per seguirli non si ottiene niente: tra l'originale e le copie, gli elettori scelgono sempre l'originale". Riguardo alla leadership che potrebbe avere questo progetto politico, un tema che comunque "non si pone oggi", "è normale che Fi pensi a Berlusconi - sostiene il ministro, ma - noi abbiamo fatto scelte diverse".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata