Legge elettorale, c'è intesa Fi-Pd. Berlusconi: Ok Italicum solo a Camera. Lavori rinviati a domani

Roma, 4 mar. (LaPresse) - "Confermiamo integralmente l'accordo pubblicamente realizzato, senza alcun 'patto segreto' come maliziosamente insinuato da alcuni organi di stampa". Lo ha dichiarato in una nota il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi a poposito della discussione in atto sulla riforma della legge elettorale. Intanto, il presidente della commissioni Affari costituzionali e relatore del provvedimento, Francesco Paolo Sisto, ha chiesto un primo rinvio dei lavori in Aula per questo pomeriggio alle 18.15, slittato poi a domattina. Sisto ha espresso la richiesta di "avere più tempo per esprimere i pareri sugli emendamenti. Questo è sinonimo non di pigrizia, ma di riflessione. E' questo lo spirito con cui chiedo di poter proseguire la discussione di questo provvedimento domani mattina, magari non nella primissima mattinata". "Alle 10.30", ha puntualizzato la presidente della Camera Laura Boldrini.

Nella nota ufficiale, il Cavaliere non aveva mancato di sottolineare il suo malumore. "Prendiamo atto - ha scritto - con grave disappunto della difficoltà del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati. Come ulteriore atto di collaborazione, nell'interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell'assetto istituzionale, manifestiamo la nostra disponibilità ad una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l'efficacia alla sola Camera dei Deputati, accettando lo spirito dell'emendamento 2.3".

E la risposta di Renzi non si è fatta attendere. "Questa discussione sull'articolo 2 della legge è secondaria, è per addetti ai lavori: i cittadini devono sapere che andranno a votare solo per la Camera perchè il Senato non ci sarà più, il resto è secondario", ha detto il premier da Tunisi.

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