Lega, Bossi assente al vertice. Maroni: Porti giustificazione

Milano, 16 giu. (LaPresse) - E' un conflitto sempre più acceso quello tra Umberto Bossi e Roberto Maroni. Il Senatùr non si è neanche presentato oggi alla assemblea degli eletti della Lega convocato a Milano. E il segretario ha risposto senza giri di parole: "Ho chiesto anche di vedere che giustificazioni hanno quelli assenti oggi per non essere stati presenti". Ai giornalisti che gli hanno chiesto se intenda chiedere chiarimenti anche a Bossi, ha replicato: "Certo, per me tutti sono uguali". Nel corso della riunione di oggi, ha annunciato, "si è tirata una riga, per me da oggi si cambia musica". E ha spiegato: "Mi è stato dato mandato di decidere e farò il segretario federale con pieni poteri per fare quello che serve per il bene della Lega, sapendo che non saranno più tollerate azioni in contrasto con il movimento e con lo statuto perché questo ci danneggia".

E le dimissioni dalla guida del partito? "E' un tema - ha sottolineato - che ho sollevato io. Mi è stato chiesto di rimanere fino alla scadenza naturale del mio mandato" nel 2015. Maroni nelle scorse settimane aveva ipotizzato di anticipare alla primavera del 2014 il congresso che avrebbe portato all'elezione del suo successore. "Io ho detto che l'impegno da governatore rende difficile anche fare il segretario federale - ha proseguito Maroni - ma ho preso queste richieste e ho detto 'va bene, decido io quando sarà il momento di fare il congresso'". Maroni ha ribadito che il suo successore "sarà un segretario giovane". Nel frattempo, però, il governatore lombardo continuerà anche "a fare il segretario federale finché serve diventando più cattivo, questo mi hanno chiesto, per garantire l'unità del movimento. Un movimento che litiga e non è unito - ha concluso - non prende voti".

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