Lavoro, Sel presenta 120 emendamenti: Art. 18 per tutti

Roma, 12 nov. (LaPresse) - Con 120 emendamenti Sinistra Ecologia e Libertà pone dei paletti al Jobs Act di Matteo Renzi. Ecco i principali interventi normativi previsti: ammortizzatori sociali con un primo nucleo di emendamenti si avanza una proposta alternativa rispetto a quella prevista dal provvedimento (che si rivolge unicamente a chi ha perso il lavoro subordinato), ma realmente universalistica, stante l'attuale stato di disoccupazione e di concentrazione delle situazioni di maggior precarietà e sfruttamento non solo nel lavoro subordinato, ma anche nel lavoro c.d. 'falso autonomo', proponendo di estendere il sussidio ASpI, che deve assumere valore universale e solidale, a tutte le categorie di lavoratori in stato di disoccupazione, volontaria o involontaria, indipendentemente dalla tipologia contrattuale di provenienza e da qualunque requisito di anzianità assicurativa e contributiva.

Le tutele da licenziamento

Un secondo nucleo di emendamenti si oppone all'istituzionalizzazione, come nel caso del contratto a tutele crescenti, della discriminazione su base generazionale dei lavoratori, che aumentano tra l'altro il potere ricattatorio della parte datoriale attraverso la cancellazione dall'ordinamento giuridico di tutele e diritti che appartengono, e non solo simbolicamente, alla civiltà europea del lavoro, ripristinando le tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, incluso il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo, o in alternativa, si propone che le nuove assunzioni, che debbono avvenire a tempo indeterminato, contemplino un periodo di prova non superiore a sei mesi.

La disciplina delle mansioni. La legge delega introduce la facoltà per il datore di lavoro di 'demansionare' esercitabile nelle ipotesi di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale, ponendo limiti alla modifica dell'inquadramento. Per Sel il demansionamento è esercitabile solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, ma esclude categoricamente l'impiego del lavoratore in mansioni di categoria inferiore e la relativa riduzione della retribuzione, stabilendo di mantenere inalterato l'inquadramento.

La disciplina dei controlli. Per SEL qualsiasi inasprimento della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore rappresenta una violazione dell'articolo 13 della Costituzione che sancisce il diritto alla riservatezza. Si vuole sopprimere, pertanto, la previsione contenuta nella delega di una revisione della disciplina legata all'avvento di nuove tecnologie, ma che, se attuata fuori dal perimetro delineato dallo Statuto dei lavoratori e senza sanzioni, rischia di ledere la dignità dei lavoratori. Con un'altra serie di emendamenti si delega il governo a: 1) riordinare i contratti di lavoro, prevedendo che quello a tempo indeterminato costituisca la forma comune del rapporto e riducendo a 5 le attuali tipologie contrattuali di lavoro (subordinato a tempo indeterminato, a termine ma solo per cause oggettive e temporanee, part-time, apprendistato e di lavoro del socio-lavoratore); 2) istituire il reddito minimo garantito, allo scopo di contrastare la marginalità, garantire la dignita' della persona e favorire la cittadinanza, attraverso l'inclusione sociale per gli inoccupati, i disoccupati e i lavoratori precariamente occupati, quale misura di contrasto alla disuguaglianza e all'esclusione sociale, nonchè quale strumento di rafforzamento delle politiche finalizzate al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nella società e nel mercato del lavoro; 3) emanare un'organica normativa in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro e di semplificazione delle procedure di contrattazione in materia di lavoro, al fine di valorizzare il ruolo delle forze sociali dei soggetti titolari della predetta contrattazione, rispettandone la maggiore rappresentatività nei rispettivi livelli di competenza; 4) avviare un programma nazionale sperimentale di interventi pubblici nei settori ambiente e salute, al fine di fronteggiare la grave disoccupazione seguita alla recessione economica del Paese, denominato 'Green New Deal italiano', e finalizzato alla creazione di nuova occupazione; Per contrastare l'aumento di precarietà indotto dalla nuova normativa introdotta dal c.d. Decreto Poletti che, al fine di facilitare l'instaurarsi di rapporti di lavoro a tempo determinato ha stabilito l'acausalità del contratto a termine per l'intera durata di tre anni ed una più larga disponibilità di proroghe consecutive, si propone al governo di modificare tali previsioni ricorrendo al contratto a tempo determinato solo per motivi risultanti da atto scritto e che lo stesso sia rinnovabile una sola volta nel termine massimo di tre anni. Si introducono inoltre criteri più stringenti nel caso delle c.d. 'dimissioni in bianco', secondo quanto già deliberato dal Parlamento in occasione dell'approvazione dell'omologa proposta di legge lo scorso mese di marzo.

Nell'ambito poi di un più ampio riconoscimento del lavoro di cura della famiglia, Sel prevede il riconoscimento di contributi figurativi legati al numero di figli ai fini dell'accesso anticipato alla pensione, diritto riconosciuto anche a chi si occupa di familiari non autosufficienti. Si propone, inoltre, l'introduzione del reddito di cittadinanza, come misura di contrasto alla povertà, alla precarietà e come sostegno alle politiche di inserimento lavorativo, istruzione, formazione e riqualificazione professionale, e di utilità sociale, e la realizzazione di un piano straordinario per la realizzazione di nuova occupazione mediante il ricorso ai contratti di solidarietà espansiva. Si introduce il divieto per la contrattazione di secondo livello di operare in deroga a quanto previsto dai CCNL.

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