Lavoro, Sacconi: Soddisfatto per emendamento, riforma Statuto-art.18

Roma, 17 set. (LaPresse) - "Esprimo piena soddisfazione per il nuovo testo dell'articolo 4 della legge delega sul lavoro. Esso raccoglie le forti sollecitazioni poste da tutti i moderati dell'area di governo a partire da Angelino Alfano che con coraggio ha direttamente posto la necessità della riforma dello Statuto dei lavoratori e in esso in modo particolare dell'articolo 18 con lo scopo di incrementare la propensione a fare impresa e a fare lavoro in un tempo carico di aspettative incerte". Lo dichiara, in una nota ,il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

"Così come va riconosciuto il coraggio del presidente Renzi nel sollecitare una riforma ambiziosa fino al punto di ipotizzarne una anticipazione con un ulteriore decreto legge", aggiunge. "La nuova formulazione dell'articolo - spiega il capogruppo di Ncd a palazzo Madama - prevede la redazione di un testo unico semplificato sulla disciplina complessiva dei rapporti di lavoro, sostitutivo dello Statuto dei lavoratori con particolare riguardo ai tanto discussi articoli 4, 13 e 18".

"Specifici contenuti di delega sono infatti il superamento del divieto delle tecnologie di controllo a distanza (art. 4), la flessibilità delle mansioni (art.13), la revisione delle tutele del lavoratore nel contratto a tempo indeterminato (art.18)", prosegue Sacconi. "La mediazione che Governo e relatore hanno individuato riguarda l'applicazione del nuovo contratto a tempo indeterminato, nel quale le tutele diventano progressive in relazione all'anzianità di servizio, alle nuove assunzioni: il che significa che gradualmente, esaurendosi i contratti in essere, il nuovo contratto a tempo indeterminato a regime sarà per tutti quello ipotizzato", aggiunge. "E' evidente che nel contratto tipico che ha oggi oltre l'80 per cento degli italiani la progressività della tutela non potrà che essere un indennizzo proporzionato, o più che proporzionato, al tempo trascorso nell'impresa: non si parla più infatti di una nuova tipologia contrattuale, di una sorta di contratto di inserimento per il quale poteva avere senso la distinzione di due fasi di vita lavorativa", spiega ancora. "Non posso non ricordare oggi chi come Marco Biagi ha tanto auspicato la riforma dello Statuto dei lavoratori e mi auguro che il Governo, nell'esercizio della delega, saprà tener conto anche dei materiali copiosi che egli ha lasciato sulla base di straordinarie intuizioni", conclude.

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