Lavitola: Resterò latitante finchè posso

Torino, 28 set. (LaPresse) - "Resterò latitante. Da Berlusconi non ho preso soldi. Tarantini? Uno scapestrato". Valter Lavitola, se ancora c'erano dei dubbi, si è confermato un personaggio sfuggente come pochi nella storia della repubblica, anche questa sera sotto il fuoco incrociato di Enrico Mentana in diretta su La7. Difficile dire se la sua sia una verità coerente, il direttore de 'L'Avanti' appare oramai schiacciato dal peso delle accuse e dei poteri che ha messo in moto. Sono comunque molti i punti toccati in quasi tre ore di trasmissione.

La vicenda giudiziaria. "Ho intenzione di rimanere latitante. Sto facendo in modo di non fare la fine di Tarantini" ha spiegato Lavitola che aggiunge: "Il perché non mi sono consegnato a giustizia credo si possa capire dall'ordinanza del tribunale riesame, che ha cambiato l'impostazione dell'accusa. Per la procura di Napoli, Tarantini, sua moglie e io, prima eravamo estorsori, ora invece abbiamo istigato Tarantini. Sono certo che la giustizia dimostrerà che io non ho responsabilità. Ho una paura dannata e per questo mi sono reso latitante. E ho fatto bene perché Tarantini si è fatto un mese di carcere e la moglie una decina di giorni. E ora dopo un mese stanno fuori. Io sarei finito come loro".

Un nuovo tabulato. "Dal tabulato di cui non c'è trascrizione (nei brogliacci, ndr) - dice Lavitola - ricevo una telefonata da Tarantini, poi chiamo Berlusconi e gli faccio tre telefonate, di cui la terza di 9 minuti. Se ci fosse intercettazione di questa telefonata, probabilmente non ci sarebbe l'indagine. Nella telefonata che mi scagionerebbe, ho detto al premier: 'Mi ha chiamato Tarantini e mi ha parlato dei 500mila euro da anticipare per conto di Berlusconi'. Ho chiesto al premier che cosa dovevo fare della somma. Gliela misi a disposizione". La restituzione è poi avvenuta per piccole tranche nei mesi successivi, dopo una prima rata pari a 250mila euro.

I rapporti con Tarantini. "I Tarantini sono ragazzi viziati e sperperoni" è il giudizio di Lavitola sugli altri protagonisti del caso escort ed aggiunge: "Tarantini è uno scapestrato, mica un criminale, ed è anche un po' fesso".

I rapporti con il premier. "Non ho mai avuto nessun bonifico da Silvio Berlusconi, su nessun conto estero. Non c'è nessun conto estero" ha chiarito Lavitola. Poi il flashback sulla genesi dei suoi rapporti con il premier: "Ho conosciuto Berlusconi a una delle riunioni di Forza Italia nel 1994-1995. Io, che ero nel Psi, all'inizio però, non credetti nel progetto di Forza Italia, purtroppo. Poi ho provato a fare il parlamentare, ma non ci sono riuscito anche perché ostacolato dall'avvocato Ghedini". "Non ho conosciuto Silvio Berlusconi tramite la famiglia Craxi - ha aggiunto - Stefania e Bobo Craxi sono dei bravi ragazzi. Anna Craxi non la sento da una vita".

Poi spazio alla vita privata. "Faccio l'imprenditore in sud America e ho un'azienda che si occupa di import- export di pesce - spiega - ho dei pescherecci, che sto dismettendo. Con lo smobilizzo di queste somme avrei potuto mettere a disposizione il denaro per un investimento di Tarantini all'estero. In Italia, invece, ho fatto l'editore e il direttore de 'L'Avanti'". Spazio anche per un'altra curiosità: "Mi iscrissi alla massoneria all'incirca nel 1984. Fui apprendista per due anni. Ma poi ebbi dei problemi economici familiari e non avevo i soldi per pagare la quota e, così, mi assonnai".

Lavitola parla anche della sua carriera politica, fallita. "Io non sono mai riuscito dal'94 a ora ad avere ruolo in ambito politico o in ambito elettivo, anche se ci ho provato" afferma il direttore de 'L'Avanti', candidato alle Europee nel 2004. "Dopo una gavetta lunghissima - dice Lavitola - sono riuscito a fare sì che Berlusconi mi concedesse di essere ascoltato su questioni politiche, visto che sono un giornalista e faccio politica da quando ho 18 anni. Non vedo perchè come osservatore attento e giornalista non avessi il diritto di dire delle cose al premier su certe questioni". Sul tema, Lavitola aggiunge: "Io ho subito una ingiusta delusione da Silvio Berlusconi. Non mi ha mai candidato come parlamentare, se non alle europee del 2004, quando ho preso 54mila preferenze, che però non sono bastate per essere eletto. Non sono mai riuscito - si è lamentato Lavitola - a farmi nominare nelle liste dei candidati al Parlamento". Lavitola dopo la politica cerca un altro aiutino dal premier: "Nel 2010 chiesi a Berlusconi se era possibile nominarmi suo rappresentante personale in America latina. Non mi disse né di sì, né di no. Gli domandai di mettermi alla prova. Ma poi venne fuori la questione delle ballerine brasiliane e la cosa finì lì".

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