Lampedusa, Kyenge: Capisco minacce Ue, ma prima verifiche

Roma, 19 dic. (LaPresse) - "Capisco la minaccia dell'Unione europea ma prima di ritirare i fondi noi dovremo essere in grado di dimostrare qual è il livello della nostra accoglienza dei migranti". Il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge interviene così a '24 Mattino' su Radio 24 dopo la minaccia di Bruxelles di bloccare i fondi al nostro Paese in seguito alle immagini sul trattamento dei migranti a Lampedusa. "Le immagini che abbiamo visto non rappresentano l'Italia - ha detto Kyenge - Queste scene non sono piacevoli da vedere, dovremo fare in modo che la storia non si ripeta più. Quelle immagini sono lo specchio della disumanizzazione, c'è una promiscuità totale, non c'è più intimità e tutto ciò è umiliante per un essere umano. Ma l'Italia deve poter dimostrare con un forte monitoraggio che rispettiamo gli standard europei. Dovremo anche fare molte ispezioni, che ora sono sporadiche".

Il ministro ha detto anche che l'allontanamento dei responsabili della cooperativa che gestisce il Cie di Lampedusa è giusta: "Sì, la decisione era inevitabile. In un periodo come questo dove tutti i Paesi democratici devono dimostrare il rispetto dei diritti umani, non possiamo continuare a vedere immagini così che non stupiranno molti di quelli che lavorano in questi campi, perché sono stati denunciati varie volte". Kyenge però ha risposto piccata alla domanda di Alessandro Milan sulla vicinanza di alcune cooperative che gestiscono i Cie eil Pd: "Questo lo dice lei, ma bisogna dimostrarlo. Cooperative vicine alla sinistra? Bisognerebbe cercare di avere delle prove prima di parlare. Un'affermazione così va accompagnata da fatti, ma io so che non è così".

Kyenge ha poi parlato della vicenda delle famiglie italiane adottive bloccate in Congo, parlando anche in diretta a Radio 24 con uno di loro, Guido Tota. "L'attività che stiamo facendo per sbloccare la situazione è molto intensa, lavoriamo giorno e notte.- ha assicurato il ministro - Il mio sostegno va alle famiglie. Quando torneranno? E' proprio quello che bisognerebbe evitare, dare una tempistica. Stiamo parlando di famiglie che stanno passando un momento molto duro. Ma mi sento di rassicurarli, stiamo facendo il massimo tra il mio ministero e il ministro Bonino, ci adoperiamo giorno e notte". Tota ha smentito una notizia uscita oggi sul Corriere della Sera e cioè che siano scaduti i visti dei genitori, con il rischio che debbano rientrare senza figli: "I visti sono stati rinnovati" ha detto, notizia che il ministro Kyenge ha commentato in diretta: "Ecco, forse il signor Tota ci sta dando una notizia importante. E' la dimostrazione che lavoriamo minuto dopo minuto e alcune attività diplomatiche non emergono ufficialmente, ma la questione dei visti è un esempio".

Kyenge poi ha precisato di non avere mai addossato responsabilità sulle famiglie: "Non ho mai parlato di colpe, sono state estrapolazioni che non hanno tenuto conto del contesto. Ma ora non è il momento di cercare i colpevoli bensì di risolvere la situazione. Certo, questa vicenda mi porta a fare una riflessione molto profonda di rapporti futuri con i Paesi da dove provengono i bambini da adottare". Questo vuol dire che la Repubblica democratica del Congo verrà esclusa in futuro dalle adozioni internazionali? "Non ho detto questo. - ha chiuso la Kyengea Radio 24 -Ma bisognerebbe fare una riflessione sui Paesi che ci danno maggiore garanzia".

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