La promessa di Berlusconi a Scilipoti: Non lascerò Italia a sinistra

Roma, 21 ott. (LaPresse) - 'Cristiani, patria e famiglia' lo slogan, 'Siamo milioni e ci sono anch'io' la colonna sonora. Sullo sfondo intrattenitrici in tacchi a spillo e minigonne vertiginose e l'immancabile banchetto con l'ultima fatica letteraria 'Scilipoti, Re dei Peones'. Il primo congresso del Movimento di responsabilità nazionale di Domenico Scilipoti si è svolto all'Auditorium del Massimo dell'Eur in grande stile tanto da far passare quasi in secondo piano anche l'intervento del premier, Silvio Berlusconi. Il suo non è stato di certo uno dei suoi discorsi più inspirati. Mezz'ora in tutto in cui il presidente del Consiglio ha toccato tutti gli argomenti, dalle riforme della giustizia contro i giudici politicizzati, alla sinistra dilaniata dalle divisioni, fino al lodo Mondadori e alle "cene eleganti e corrette, trasformate in cose indicibili e licenziose" dai media.

Un intervento, come ha sottolineato lo stesso Berlusconi, che ha fatto seguito a una giornata faticosa come quella di ieri, segnata dalla riunione al gruppo del Pdl alla Camera e dalla riserva sciolta, dopo una serie interminabili di vertici, sul nome proposto per sostituire Mario Draghi alla Banca d'Italia. Nessun commento però su quel nome scritto nero su bianco, Ignazio Visco, che ha sorpreso tutti. E il cavaliere non dimentica l'aiuto di Scilipoti, "Mimmo" come affettuosamente lo chiama nel suo discorso, perché grazie a lui "penso che durerò altri 5 anni" e lo ringrazia sul finire per aver citato nel suo discorso dal palco "una parte integrale del mio intervento della discesa in campo, perché da allora i valori non sono cambiati".

Ecco allora che dalla tasca Berlusconi tira fuori il foglio che lesse nel 1994 quando "fui costretto ad abbandonare la mia professione per fondare la nuova forza politica capace di combattere i comunisti ortodossi". Caloroso il riscontro dalla platea che lo ha salutato con un abbraccio simbolico sulle note dell'inno dei Mameli.

Berlusconi abbandona così il tempio di Scilipoti con una promessa: "Non lascerò la politica prima di aver lasciato in eredità all'Italia una nuova formazione moderata che si riconosce nel valori del partito popolare europeo. Una sola formazione capace di contrapporsi alla sinistra dilaniata dalle divisioni".

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