L.stabilità,slitta approdo in Senato:lavori su relazione tecnica

di Giuseppe G. Colombo

Roma, 21 ott. (LaPresse) - E' ancora attesa per l'approdo della legge di stabilità in Parlamento: il testo non è arrivato in Senato nonostante il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva assicurato che sarebbe stato tutto sistemato entro oggi alla luce delle critiche sollevate dalle opposizioni. Ci sarà da aspettare ancora, presumibilmente fino a venerdì, perchè, riferiscono fonti di Governo, si sta ancora lavorando alla relazione tecnica che accompagna il testo della manovra.

I tecnici di via XX settembre sono al lavoro sulle tabelle relative alle misure previste: poi il Governo trasmetterà il testo al Quirinale e per ultimo la manovra sbarcherà a palazzo Madama, dove sarà assegnata alla commissione Bilancio. Un ritardo che scatena Forza Italia: "Renzi e Padoan vergogna! Ieri ci hai detto che Legge stabilità sarebbe approdata oggi al Senato. Falso! Chiedi scusa", scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

"Che tabelle ha mandato Padoan a Bruxelles se testo Stabilità non c'è ancora? E se numeri diversi da quelli che arriveranno in Parlamento?", si chiede il presidente dei deputati azzurri in un successivo tweet. A tenere banco è il ripensamento del Governo sul pagamento, che resterà in vigore, dell'Imu e della Tasi per le categorie catastali A1, A8 e A9, ovvero ville e castelli. Il sottosegretario Zanetti esprime soddisfazione, definendo la decisione come "un cambio di orientamento" giusto per "venire incontro a perplessità che erano state manifestate da più fronti".

Il suo collega di partito, Gianfranco Librandi, deputato di Scelta civica, propone di destinare le risorse che provengono da questo gettito all'aumento degli stipendi delle forze dell'ordine: on quella cifra si possono concedere circa 260 euro all'anno ad ogni operatore delle forze dell'ordine, oltre a quanto già stanziato", ha affermato. Posizione critica quella della Cgil: per la numero uno, Susanna Camusso, è meglio aspettare il testo "perché alla quarta, quinta versione diventa una forma di logoramento". "La nostra valutazione politica - ha aggiunto - l'abbiamo data già ai primi annunci: ora aspettiamo il testo anche per vedere se le cose dette dalla mattina alla sera restano o se, dalla mattina alla sera, cambiano".

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