L. Stabilità, si inizia a discutere di contante e case a figli

di Matteo Bosco Bortolaso

Roma, 10 nov. (LaPresse) - Continua l'esame della legge di stabilità alla Commissione Bilancio del Senato, anche se per il momento si resta nel campo delle ipotesi e delle speculazioni, in attesa del voto sugli emendamenti alla manovra che potrebbe forse iniziare domani. Si continua a parlare di contante, argomento che sarà caldissimo quando si passerà al voto. Alzare la soglia da mille a 3mila ha già scatenato polemiche che però - secondo alcuni - potrebbero essere attenuate da un parallelo intervento sugli affitti, i quali dovrebbero essere resi tracciabili, soprattutto quando si tratta di stanze per studenti.

LE CASE DEI FIGLI. A tenere banco in Senato, poi, sono state le indiscrezioni sui dettagli dell'eliminazione della tassa sulla casa, la Tasi. Ieri era emersa la proposta di garantire l'eliminazione anche per un coniuge che si separa dal partner e non risulta più residente nella casa di proprietà: in teoria dovrebbe pagare il balzello, ma i legislatori potrebbero contemplare un esonero. Oggi si è parlato dell'ipotesi in cui un proprietario lasci la casa in comodato d'uso ai figli. Evitare il pagamento anche in questo caso, a quanto pare, risulterebbe troppo oneroso per le casse dello Stato: il comodato d'uso a costo zero, quindi, appare a rischio.

SMALTIRE LE CARTE. L'esame dell'ammissibilità degli emendamenti, inizialmente previsto per stamattina, è slittato di diverse ore, probabilmente a domattina. Di conseguenza, anche il voto sulle richieste di modifica potrebbe essere ritardato. Proprio per smaltire il più velocemente possibile le montagne di carte che circolano alla Commissione Bilancio del Senato, si sono previste tre sessioni (9.30, 15.30 e 20.30) per le giornate di mercoledì, giovedì e venerdì. Sabato, invece, ce ne saranno due (9.30 e 15.30).

IL MAXI-EMENDAMENTO. In Commissione si sono poi ventilate diverse ipotesi per snellire i lavori. Si potrebbe, ad esempio, votare sui soli emendamenti cui i partiti tengono di più (i cosiddetti 'segnalati'). Gli addetti ai lavori, comunque, danno quasi per scontato il ricorso al maxi-emendamento da parte del Governo, che potrebbe anche mettere la fiducia su un unico 'pacchetto' di modifiche, messo a punto dall'esecutivo. Ad ogni modo, in serata non erano ancora arrivati i singoli emendamenti di palazzo Chigi, che si affiancheranno agli oltre 3.500 già depositati finora dai senatori della Commissione.

IL SEMAFORO DI BRUXELLES. Intanto, da Bruxelles, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si è detto sicuro che la manovra avrà luce verde da parte dell'esecutivo di Bruxelles. "Mi aspetto che le ragioni per le quali chiediamo le clausole di flessibilità siano assolutamente accolte - ha detto durante la conferenza stampa al termine dell'Ecofin, la riunione dei ministri economici Ue - perché richieste e disegno generale sono assolutamente all'interno delle regole, comprese quelle della flessibilità".

LA CLAUSOLA MIGRANTI. A chi gli chiedeva di eventuali richieste dell'Ue per la concessione all'Italia di ulteriore flessibilità nel valutare la manovra, Padoan ha detto che tra Roma e Bruxelles "non c'è nessuna richiesta di fare qualcosa in cambio di qualcos'altro, e questo posso dirlo con estrema chiarezza". In particolare, il ministro ha spiegato che la cosiddetta clausola sui migranti "è orizzontale", riguarda cioè più Paesi e non solo l'Italia. Detto questo, "non è stato ancora deciso quando e come questa clausola possa essere applicata", ha precisato Padoan.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata