L'8 novembre nuovo D-day, Berlusconi alla conta

Roma, 4 nov. (LaPresse) - Il premier Silvio Berlusconi, concluso il G20 a Cannes, è rientrato a Roma per accorrere al capezzale di un malato dal complicato quadro clinico: la sua maggioranza, affetta da una grave forma di emorragia di parlamentari. Qualche ora dopo il suo rientro a palazzo Grazioli, sono giunti in via del Plebiscito il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, e uno dei tre coordinatori nazionali, Denis Verdini, quello che in molti nelle fila del Pdl definiscono con una parafrasi evangelica "il pescatore di parlamentari". A pochi giorni dall'appuntamento di martedì, quando nell'Aula di Montecitorio tornerà per la seconda volta il ddl sul Rendiconto generale dello Stato, primo banco di prova per la maggioranza dopo il G20, le ultime defezioni nel Pdl e i numerosi mal di pancia in seno al primo partito della coalizione di governo, Berlusconi conta i suoi.

Chi ha avuto modo di parlarci al suo rientro da Cannes, riferisce di un premier "ottimista" sulla possibilità di "recuperare gli scontenti" perché come aveva già detto nel primo pomeriggio in Francia é sicuro che i mal di pancia sono di natura emotiva: "Si sono visti scavalcare dagli ultimi arrivati, o da gente che loro considerano meno capace". Se alle spalle dei dissidenti, o aspiranti tali, non c'è un progetto politico, "la cosa può facilmente rientrare", avrebbe detto Berlusconi a chi lo ha incontrato.

Di fatto la gatta da pelare è di quelle fastidiose: numeri alla mano con le defezioni dell'ultima ora, la maggioranza si attesterebbe a quota 314 (inclusi gli indecisi e i firmatari dell'appello al passo indietro), la stessa cifra del voto di fiducia del 14 dicembre dello scorso anno, due unità in meno di quella maggioranza assoluta ottenuta il 14 ottobre.

Le opposizioni martedì dovrebbero astenersi dal voto sul Rendiconto costringendo di fatto il Cavaliere a contare i peones che gli rimangono fedeli e trasformando l'8 novembre in un altro D-day con gli scontenti, quelli veri, quelli che chiedono a Berlusconi di fare il passo indietro, che saranno in qualche modo obbligati a venire allo scoperto e fare invece, loro, un passo avanti.

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