Kyenge: Basta insulti, temo per le mie figlie ma non mi fermo

Roma, 28 lug. (LaPresse) - Mio marito "è un po' preoccupato per me, io però non perdo la serenità, anche se adesso sono in pensiero per la sicurezza delle mie figlie". Sono le parole del ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge in un'intervista rilasciata a 'La Repubblica', dopo gli insulti e gli attacchi razzisti che più volta l'hanno presa di mira nell'ultimo periodo.

"Non posso nascondere che a volta mi sento stanca del ripetersi di insulti tanto pesanti. Non me li aspettavo così forti, ma non mi fermo o concentro sugli attacchi in sè, provo a guardare avanti, a riflettere sul disagio che dobbiamo cogliere dietro a questi avvenimenti e a quali siano le risposte migliori che la politica e la società intera possano dare", aggiunge ancora il ministro. Circa le sue figlie, la Kyenge racconta: "Mi vengono spesso a trovare, mi incoraggiano, mi fanno sentire la loro vicinanza, mi telefonano, mi mandano sms affettuosi e spiritosi. Mi spingono ad andare avanti. Condividono il mio modo di ragionare, le cose importanti sui cui puntare nella vita. Spesso penso alle mie figlie, alla loro serenità e alla loro sicurezza". "L'Italia intera - aggiunge ancora il ministro - ha tanta strada da fare; per troppo tempo si è sottovalutato l'aspetto culturale dell'immigrazione e l'apporto che questa dà al Paese".

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