Italiani xenofobi e ignoranti. Per il 25% i gay sono malati
Erronea per eccesso la percezione dei numeri di migranti e nomadi

Dalla relazione finale della Commissione Jo Cox sull'intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio "colpisce che un cittadino su quattro consideri l'omosessualità una malattia. Colpisce che l'Italia sia il Paese europeo con il massimo tasso di non conoscenza dei fenomeni migratori, il massimo tasso di ignoranza: eppure avremmo buone ragioni per conoscerlo. La maggioranza degli italiani pensa infatti che gli immigrati residenti sul suolo italiano siano il 30% della popolazione, anziché l'8% effettivo, e che i musulmani siano il 20%, quando sono il 4%". Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, alla presentazione della relazione. La Commissione è stata istituita poco più di un anno fa (10 maggio 2016) e nasce anche sulla scia dell'azione svolta dal Consiglio d'Europa, la cui Assemblea parlamentare ha sollecitato un ruolo attivo dei parlamenti nazionali in materia di intolleranza.

"Colpisce che il 65% degli italiani (contro il 21% dei tedeschi) consideri i rifugiati un peso perché godono di alcuni benefit, secondo loro, mentre si ignora il contributo positivo che invece danno in termini di saldi fiscali e contributivi, come ci ricorda sempre il Presidente dell'Inps Tito Boeri - aggiunge - Colpisce anche che un quarto della popolazione creda che i rom, sinti e caminanti siano in Italia tra uno e due milioni, anziché tra 120 e 180mila, di cui metà italiani". Secondo la presidente "fa impressione questo scarto, questa clamorosa divaricazione tra i numeri e la realtà percepita. E sono soprattutto le persone che non conoscono, che non hanno accesso ai dati, le persone che probabilmente si limitano ad ascoltare certi esponenti politici o a leggere alcuni giornali, che sono più frequentemente portatrici di atteggiamenti di odio. Purtroppo chi non sa è portatore di odio".

"Soltanto il 43,7% degli italiani riconosce che le donne ne siano oggetto. Su questa base le donne finiscono per essere il principale bersaglio di odio. E' un dato su cui riflettere. In particolare, le donne sono di gran lunga le maggiori destinatarie del discorso d'odio on line: l'indagine dell'Osservatorio VOX sulle comunicazioni via Twitter in Italia ha rilevato che le donne sono oggetto del 63% di tutti i tweet negativi rilevati nel periodo agosto 2015-febbraio 2016- prosegue - Un odio al quale non sfuggono le donne in politica, bersaglio, come documenta la relazione, di insulti specificamente sessisti, sia da parte di colleghi (inclusi quelli del proprio partito), sia sui social media".

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