Italgas, Bindi: Commissione Antimafia apre inchiesta, governo agisca

Roma, 12 lug. (LaPresse) - "Il commissariamento di Italgas disposto dalla sezione di misure di prevenzione patrimoniale del Tribunale di Palermo, conferma quanto sia ancora forte e diffusa la capacità di condizionamento di Cosa Nostra e quanto sia urgente adeguare la normativa sugli appalti pubblici per evitare forme sempre più sofisticate di inquinamento dell'economia legale". Lo ha dichiarato in una nota Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, che ha poi annunciato come la Commissione Antimafia "aprirà un'inchiesta anche sulla vicenda Italgas, prima grande azienda pubblica alla quale si applicano misure di prevenzione patrimoniale previste dal codice antimafia e che opera in un settore strategico per il Paese".

"Vogliamo contribuire anche noi - ha spiegato Bindi - a fare chiarezza e individuare gli strumenti legislativi più idonei per agire in modo efficace nella zona opaca in cui si incrociano economia legale ed economia illegale".

"Grazie alla Gdf - ha aggiunto la presidente della Commissione Antimafia - il Tribunale di Palermo ha ricostruito una consolidata e spregiudicata presenza di società riconducibili a soggetti storicamente vicini a Cosa Nostra nelle opere di metanizzazione in Sicilia e in altre regioni italiane".

"Il provvedimento di amministrazione giudiziaria - ha spiegato - consentirà di verificare l'adeguatezza degli strumenti di controllo e le eventuali responsabilità dei diversi livelli dirigenziali. Ad oggi emerge un quadro allarmante di agevolazione degli interessi illeciti che andrà approfondito per bonificare l'azienda e metterla nelle condizioni di operare senza correre più rischi". Bindi ha poi rivolto un richiamo all'esecutivo. "Il governo ha annunciato un pacchetto di norme tese a rafforzare le misure di contrasto delle infiltrazioni criminali nell'economia del Paese e in attesa di queste proposte il Senato ha sospeso l'esame del ddl anticorruzione. E' ora di passare dalle parole ai fatti - ha concluso - le proposte ci sono a cominciare da quelle contenute nella prima relazione della Commissione parlamentare Antimafia".

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