Ipotesi folle: e se si andasse alle urne il 29 luglio?
Col voto a settembre sarebbe a rischio la legge di bilancio che va presentata entro il 15 ottobre. E così, qualcuno lancia la "pazza idea". Le forze politiche d'accordo

Votare il 29 luglio, l'estrema ratio per fermare le speculazioni dei mercati e riportare lo spread a un indice "sopportabile". È questa la voce che circola nei palazzi della politica, in modo insistente, visto che ormai sembra impossibile che il governo Cottarelli possa partire e ricevere la fiducia del Parlamento. "Il Paese non reggerebbe" confidano i ben informati, anche se si ha ben presente il vincolo dei 60 giorni (ormai superato) per permettere il voto anche agli italiani all'estero. La 'pazza idea' sarebbe quella di votare in Italia e, 15 giorni dopo, anche all'estero rispettando i tempi tecnici minimi dei 45 giorni. Una ipotesi che porterebbe un governo (forse) pronto a presentare la legge di bilancio entro il 15 ottobre come prevede la normativa vigente.

In alternativa, viene spiegato, con il voto il 16 settembre si arriverebbe alla scadenza del 15 ottobre con un governo ancora da formare. Calendario alla  mano la prima seduta del Parlamento potrebbe essere convocata il 5 ottobre, con l'elezione dei Presidenti intorno all'8, con il capo dello Stato che non avrebbe iniziato neanche le consultazioni. In questo modo, il rischio di esercizio provvisorio (a partire dal 31 dicembre) diventerebbe molto concreto. L'alternativa sarebbe quella del 19 agosto, con scioglimento delle Camera entro il 19 luglio, rispettando i tempi previsti per legge. Ovviamente questa data si andrebbe a scontrare con lo spettro dell'astensionismo e soprattutto con le incognite di una campagna elettorale sotto il solleone.

Andrea Orlando (Pd) - Il Guardasigilli uscente è il primo ad affrontare il tema delle elezioni subito: "Il governo Cottarelli deve avere la massima neutralità e fare un passaggio breve perché ritengo che le elezioni vadano fissate il prima possibile, se possibile anche prima della pausa estiva di agosto"

Luigi Di Maio -  "Per me va bene prima possibile". Risponde così il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ai cronisti lasciando la Camera, ai cronisti che gli chiedevano se per i pentastellati vada bene votare anche a fine luglio.

Pd - Il Pd c'è, secondo quanto riferiscono fonti Dem, se si andrà a elezioni anticipate in estate. Il Nazareno fa sapere che il Partito democratico è pronto e ritiene che, a questo punto, il voto a fine luglio o comunque prima della pausa estiva sia la soluzione migliore.

Andrea Marcucci (Pd) - "Questo (di Cottarelli, ndr) lo chiamerei più un 'governo elettorale' perché ci deve portare subito al voto. Noi spingiamo per l'immediato scioglimento delle Camere perché noi sì siamo per il voto, sono gli altri che non vogliono andare a votare, che hanno paura del voto". Così il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci intervenendo in aula al Senato.

Centinaio (Lega) - "Siamo pronti a votare subito e vi manderemo ancora una volta a casa. Votiamo subito, Marcucci, confrontiamoci e scontriamoci. Diventerete come i panda". Così il capogruppo dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio, replicando in aula al capogruppo Pd Andrea Marcucci a palazzo Madama.

 

 

 

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