INTERVISTA Sgarbi: Trump è pop come Andy Warhol
"La sua elezione non mi stupisce anche perché non c'era niente di peggio di Hillary"

Critico d'arte, opinionista, scrittore, personaggio televisivo ed ex politico. Vittorio Sgarbi è entusiasta per la vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa 2016 e, parlando con LaPresse, lo paragona al pittore Andy Warhol figura predominante del movimento della Pop art.

A che artista paragonerebbe Donald Trump? 

E' un fenomeno pop e va messo all'interno di quell'universo. Lo paragonerei ad Andy Warhol. La Clinton? Mi fa lo stesso effetto di Rosy Bindi...

Si aspettava la vittoria di Donald Trump?

Io lo dicevo da tempo. La sua elezione non mi stupisce anche perché non c'era niente di peggio di Hillary. Non dimentichiamoci che se abbiamo l'Isis è grazie alla Clinton.

Come mai i sondaggisti, così come accaduto in occasione della 'Brexit' hanno sbagliato le previsioni?

Dipende da dove si muovono con le loro interviste. Sia in Gran Bretagna che negli Usa c'è una pancia che non vuole più farsi prendere in giro. Evidentemente non è stata interpellata.

Come giudica le prime dichiarazioni di Trump dopo l'ufficialità della vittoria?

Ottime. Quando uno deve lottare per vincere è normale che esibisca la sua parte polemica oggi invece ha dato prova di equilibrio dicendo che sarà il presidente di tutti.

Cosa si aspetta dall'amministrazione Trump?

Si farà gli affari suoi ed eviterà di rompere le scatole in giro per il mondo come hanno fatto i suoi predecessori in Afghanistan ed in Iraq dove sono stati commessi errori da pazzi da parte di un paese che si è voluto erigere a polizia del mondo. Se seguirà questa linea tutti gioveranno della sua elezione.

Come saranno i rapporti fra Usa e Italia dopo l'avvento di Trump alla Casa Bianca?

Miglioreranno. Trump non penserà di comandare gli italiani come invece avrebbe fatto la Clinton l'ultima esponente di una generazione politica che pensa l'Italia sia una colonia degli Stati Uniti.

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