Ingroia in campo: Non siamo secondi a nessuno

Roma, 21 dic. (LaPresse) - Una canzone di Bruce Spingsteen per dare il via alla manifestazione e tanti applausi e ovazioni. Antonio Ingroia ha scelto la sala del Teatro Capranica di Roma per scendere in campo. Un discorso da leader, interrotto più volte dalle ovazioni della gente accorsa per ascoltare il suo annuncio e dare l'appoggio. Parla a tratti della sua candidatura, legandola però a delle condizioni: che i politici che lo hanno seguito nel suo manifesto "facciano un passo indietro" e che i nomi della società civile, a iniziare da don Luigi Ciotti e Salvatore Borsellino, "facciamo un passo avanti". "Non ho bisogno che vi candidiate - dice Ingroia rivolto ai personaggi della società civile - a me basta che aderiate". Mentre rivolto ad Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Angelo Bonelli, che hanno aderito al manifesto programmatico dell'ex pm di Palermo, ha affermato: "Il modo migliore per far fare un passo avanti alla società civile è fare un passo indietro. Ciò non significa sparire, perché vi vogliamo con noi nella battaglia".

Intanto definisce il suo movimento "un polo non secondo a nessuno", in barba a chi aveva già affibbiato il nome di 'Quarto polo', alla sua iniziativa. Ingroia poi, prima di rivolgersi ai soggetti politici, si è tolto anche un po' di sassolini dalle scarpe e ha attaccato Berlusconi ma anche Monti.

"L'Italia - ha detto il magistrato - è sotto le macerie del bombardamento di Berlusconi. E Monti, con il suo governo, non ha iniziato la sua ricostruzione. Anzi la ricostruzione Monti l'ha promessa e non l'ha realizzata. Ha proseguito l'opera di demolizione dei diritti. Gli italiani sono più poveri, nei diritti e nelle tasche". Poi non poteva mancare un accenno a quelle sua frase pronunciata all'indomani della sentenza della Consulta sul conflitto di attribuzione tra Colle e pm di Palermo. Aveva definito quella "una sentenza politica". "Berlusconi ha cambiato anche il senso della parole. Ha cambiato il nostro modo di pensare", ha detto.

Poi si rivolge a Bersani e Grillo. "Da questa assemblea - dice tra gli applausi - di oggi io chiedo un confronto con il segretario del Pd Bersani e chiedo un confronto senza pregiudizi. Lo chiedo perché conosco molte personalità del Pd che hanno le mie idee. E lo faccio con l'orgoglio della nostra autonomia come polo politico in costruzione".

Poi tocca a Grillo: "Non mi sottrarrei a un confronto con il movimento Cinque Stelle. Conosco Beppe Grillo da anni, l'ho apprezzato per alcune sue battaglie prima che intraprendesse l'attività politica". Secondo l'ex pm, Grillo ha usato "a volte toni troppo arrabbiati", ma demonizzare i Cinque Stelle è "sbagliato" e conta su elettori "indignati con l'Italia delle mafie e delle cricche".

Poi arriva la volta degli attacchi personali. "Se qualcuno dice che il mio intervento qui oggi è la riprova che ero un magistrato politicizzato, lo deve dimostrare. Non basta dire che le inchieste che ho condotto erano politicizzate". Seduti, sorridenti e applaudenti, molti i volti di giornalisti e personaggi televisivi.

Ingroia si rivolge anche a Michele Santoro e Sandro Ruotolo e alla 'compagnia del Fatto Quotidiano'. L'assemblea inizia con l'abbraccio tra Luigi de Magistris, Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando. I tre da giorni hanno aderito al manifesto programmatico dove compaiono molti punti tra cui antimafia, legalità, ecologia, ripristino dell'articolo 18, scuola pubblica e incandidabilità dei condannati. E arrivano le prime adesioni: dopo Gino Strada, Fiorella Mannoia, Vauro, Franco Battiato, Lilly Moratti, il dj Max Paiella, Sabina Guzzanti, il regista di 'Viva l'Italia', Massimiliano Bruno.

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