Indagine Consip, Tiziano Renzi: Voglio essere interrogato
"Conosco effettivamente Carlo Russo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla"

"Mi sembra di vivere un incubo. Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo". Tiziano Renzi, a proposito dell'inchiesta Consip, ribadisce di essere totalmente estraneo ai fatti e di non avere "nulla da nascondere". "Non vedo l'ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me", aggiunge.

"Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla", prosegue il padre dell'ex premier.

"Sono stato indagato due anni fa per la prima volta in vita mia e mi hanno assolto ma la notizia è stata riportata in qualche trafiletto. Spero solo che il giorno in cui tutto questo finirà ci sarà lo stesso spazio sui giornali che c'è oggi.  Vivo perché i miei nipoti sappiano che io sono quello che hanno sempre conosciuto e non ciò che i giornali scrivono oggi", conclude.

Ieri, dopo mesi di indagine tra Napoli e Roma, nell'inchiesta sugli appalti Consip è finito in manette l'imprenditore Alfredo Romeo. E' stato portato a Regina Coeli con l'accusa di corruzione, mentre sono state perquisite le abitazioni dell'ex parlamentare Italo Bocchino, suo consulente, e dell'imprenditore, amico di Tiziano Renzi, Carlo Russo. Sono stati sequestrati 100mila euro di beni a Marco Gasparri, il dirigente della centrale degli acquisti della pubblica amministrazione che secondo i pm era pagato da Romeo per aiutarlo a vincere le gare d'appalto.

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