Salvini da Berlusconi: "Parliamo di futuro". Sul tavolo Rai e tasse

Incontro 'privato' ad Arcore, cena e partita insieme. Sul nodo Marcello Foa, il vicepremier spera di far convergere gli alleati azzurri

Cena e partita insieme, come due vecchi amici, ad Arcore perché "Berlusconi ha la televisione più grossa della mia". Del resto che i rapporti personali siano buoni è lo stesso Matteo Salvini a confermarlo, ospite di Barbara D'Urso a Domenica Live: "Ho enorme stima perché è stato un grande nella politica, nel calcio, nell'editoria, nella televisione, ha rotto il monopolio Rai". E proprio il dossier su Viale Mazzini, così come quello del nodo dei tetti pubblicitari, è sul tavolo dei due alleati di centrodestra domenica sera, in un incontro "privato" che servirà innanzitutto per riflettere. "Alcune mosse dei parlamentari di FI non le ho capite - rivela il vicepremier -. Ci siamo impegnati per anni sul taglio dei vitalizi, questo governo le ha fatte in due mesi e loro hanno votato contro con il Pd". Comunque, assicura, "stasera parleremo del futuro".

Futuro che, al momento, passa necessariamente per la scrittura della legge di Bilancio. Affrontata la sfida dell'immigrazione, per Salvini è il momento di guardare - insieme - quella del lavoro e delle tasse. Un tema caro a Berlusconi da sempre, su cui il leader del Carroccio è pronto ad affidargli il ruolo del 'saggio': "Se ha altro da proporre perché ha anni di esperienza". Ma, avvisa, questo non vuol dire compromettere l'asse di governo: "Ho fatto un'alleanza e la rifarei, sono gente seria". Sul tavolo resta il nodo Marcello Foa, nome su cui Salvini spera di far convergere - dopo la sonora bocciatura in commissione di Vigilanza - gli alleati azzurri per procedere finalmente all'elezione del presidente della Rai. Ma, aveva già avvisato Antonio Tajani, "il problema non è Foa, è la coalizione di centrodestra, il rafforzamento dei legami di questa coalizione".

Insomma il discorso è più ampio e passa per gli appuntamenti delle amministrative e delle europee del prossimo anno. Di una cosa il vicepresidente di FI è certo: "Il partito unico del centrodestra non esiste, siamo troppo diversi anche se crediamo in un minimo comune denominatore. Si può invece avere una lista unitaria delle forze che si riconoscono del Ppe. Questo sì, che è un'altra cosa rispetto al partito unico. Perché con l'Udc c'è già una sintonia, una comune visione delle cose che può permetterci di compiere passi in avanti". Al 2019 guarda anche Fratelli d'Italia: se ci fosse l'accordo Salvini-Cav su Rai, sollecita Giorgia Meloni, "già dalla prossima settimana sarà importante organizzare una riunione di coalizione per parlare insieme delle prossime elezioni regionali".

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