Rifiuti, roghi in Campania: è alta la tensione sugli inceneritori tra Lega e M5S

Il leghista: "Lunedì a Caserta per trovare una soluzione". Cumuli di spazzatura incendiati a Torre del Greco

La Terra dei Fuochi brucia ancora. Questa volta a finire in cenere sono state delle montagne di rifiuti ammassate nel quartiere Sant'Antonio, nei pressi dell'Ecopunto di via del Lavoro, a Torre del Greco, non lontano da un complesso di palazzine di edilizia popolare e ad un parco giochi abbandonato da anni.

A meno di 48 ore dall'appuntamento di Caserta dove Matteo Salvini e Luigi di Maio firmeranno per con il premier Giuseppe Conte e altri ministri un protocollo d'intesa per contrastare il fenomeno degli incendi in provincia di Napoli e Caserta, non si placano le tensioni tra M5s e Lega. I due partiti di maggioranza hanno visioni molto diverse su come risolvere l'emergenza rifiuti e sulla costruzione di nuovi inceneritori. Da una parte il Carroccio punta a costruire termovalorizzatori di ultima generazione per rendere la Campania autosufficiente nello smaltimento dell'immondizia e sul fronte opposto si trovano i Cinque stelle, contrarissimi a questo tipo di infrastrutture, con Di maio che anche oggi ha ribadito il suo 'niet'.

Sempre più importante, dunque, è diventato il ruolo di Conte, pronto a mediare tra le due forze in gioco, a cui si chiede di applicare in maniera notarile il contratto di governo che, in effetti, di termovalorizzatori non parla. Salvini è certo che con il M5s "sarà trovato un accordo" anche se non intende retrocedere e respinge al mittente la lettera nella quale Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico, entrambi campani, avevano definito la sua idea di potenziare i termovalorizzatori "una provocazione".

"I rifiuti vanno smaltiti producendo anche utili, energia, ricchezza e non producendo i roghi tossici che avvelenano e ammazzano", è il mantra che ripete all'assemblea nazionale Cna a Milano. "Le imprese campane pagano la tassa di smaltimento rifiuti come i milanesi e i romani - aggiunge il ministro del'Interno - e non capisco perché quello che accade in tutta Italia e in tutto il mondo non debba accadere in alcune regioni. Se produci dei rifiuti, quasi ovunque quei rifiuti significano ricchezze e non significano devastazione". Quanto a un possibile impatto ambientale, il leader leghista rassicura: "ho visitato dei paesi europei dove i termovalorizzatori sono al centro della città e sono dei modelli culturali". Per questo "bisogna spiegare alla nostra gente che, per il nostro bene e per il nostro business, non possiamo più far finta di niente. Se altri hanno fatto finta di niente per trent'anni, io non sono al governo per fare finta di niente", è il ragionamento di Salvini, si dice certo che lunedì a Caserta verrà trovata "una soluzione positiva per la salute e l'economia". E non perde l'occasione per mandare una frecciatina ad Alessandro Di Battista, che l'aveva bacchettato in un'intervista tv: "Sto seguendo riga per riga l’impegno che ho preso con gli italiani, e invidio Di Battista che mi redarguisce dalle spiagge del Guatemala". 

 

Il vicepremier Di Maio, però, non cambia idea e, nel corso di Vivite, il festival del vino cooperativo, ripete: "Gli inceneritori non sono nel contratto. E poi se parliamo di inceneritori in Campania c'è già uno dei più grandi in Europa. Tra l'altro quella è la mia regione - aggiunge - c'è la mia famiglia, e il Movimento ha preso quasi il 60% e crediamo di sapere che in quella regione bisogna fermare il business dei rifiuti". Poi sui Facebook rincara a dose: "La grande sensibilità di Gianroberto Casaleggio per l'ambiente è nel nostro contratto di governo - scrive - : c'è l'economia circolare, ci sono i cicli virtuosi dei rifiuti, c'è il grande sviluppo delle tecnologie alternative per le rinnovabili e c'è il graduale spegnimento degli inceneritori". E se Salvini volesse far salire la tensione sul tema perché in fondo punta a fare il premier? Per Di Maio questa ipotesi per il momento "non c'è". "Credo solo che quando si sa che due forze politiche abbiano idee diverse questo non sia un problema, anche quando lo si dice - conclude - L'importante è sapere che cosa c'è nel contratto e non serve creare tensioni inutili quando una cosa non è prevista e quindi il problema non si pone".

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