In piazza Farnese 'pro Silvio' anche la Pascale, la fidanzata di Berlusconi

Roma, 25 giu. (LaPresse) - Roma, 25 giu. (LaPresse) - "La Boccassini l'ha condannato perché non l'ha invitato alle feste". "Se andava co l'omini andava bene". "È un regime, lo vogliono far fuori". I fedelissimi di Silvio Berlusconi tornano in piazza. A suonare la carica il direttore de 'Il foglio' Giuliano Ferrara che ha convocato il popolo berlusconiano a piazza Farnese, a Roma, contro la giustizia "talebana" del tribunale di Milano che ha condannato il presidente del Pdl a sette anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici nell'ambito del processo Ruby.

In piazza, tra i supporters del Cavaliere, l'innocenza di Berlusconi non viene messa in dubbio da nessuno. "È un complotto dei giudici", giurano i più. "Ho le labbra dipinte di rossetto perché oggi siamo tutti puttane - esordisce Ferrara facendo riferimento allo slogan scelto per la manifestazione - È un messaggio quasi evangelico, da ieri dobbiamo stare attenti. Michele Misseri che dice di aver strangolato una bambina ha avuto otto anni, Berlusconi ne ha avuti sette - continua tra gli applausi dei sostenitori del Cav - una cosa che avrebbe potuto venire in mente solo a dei giudici con il turbante".

In piazza c'è anche Francesca Pascale, fidanzata di Silvio Berlusconi. Lui sa che lei è qui?, le chiedono, curiosi, i cronisti: "No, sono venuta qui perché sentivo di venire - risponde lei circondata da flash e telecamere - Se lui lo avesse saputo me lo avrebbe impedito perché si preoccupa per me. Però gli avrei disubbidito e sarebbe stata la prima volta ". "Non c'è giustizia in Italia - aggiunge cercando di assumere un ruolo un po' più istituzionale - mi sento offesa da una magistratura malata. Non mi sento una puttana, non lo è nemmeno la Ruby ". Tra i fedelissimi non fa mancare il suo supporto al Cav la 'pasionaria' Daniela Santanché, che sale sul palco e indossa una delle magliette in vendita a dieci euro con sù scritto 'Siamo tutti puttane'. "Ieri in tribunale mi sono vergognata di essere italiana, e oggi mi sono vergognata ancor di più leggendo i giornali stranieri", spiega.

In mezzo ai supporters comuni anche il coordinatore del partito Denis Verdini, Giancarlo Galan, Renata Polverini, Lucio Malan, Daniele Capezzone e il direttore de 'Il Giornale' Alessandro Sallusti. Quando la manifestazione sta per concludersi arriva anche Maurizio Lupi, unico ministro in piazza. Il Governo rischia dopo la sentenza Ruby? "Abbiamo sempre detto che il destino del Governo non è legato alle sentenze ma alla realizzazione del programma per cui è nato - spiega il Ministro dei Trasporti - Questo non toglie a nessuno il diritto, essendo un Governo politico, che io sia qui ieri perché ieri è successa una cosa inaudita, si vuole eliminare un leader politico attraverso una sentenza e una battaglia giudiziaria che va avanti da 20 anni". "C'è chi vuol far tornare indietro il Paese - attacca - c'è qualcuno a cui non va bene la pacificazione, la responsabilità e attenzione bene comune. Queste sentenze vogliono farci tornare indietro".


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