In arrivo confronto tv in Rai Bersani-Monti-Berlusconi

Roma, 28 gen. (LaPresse) - E' in arrivo su Rai 1 il confronto tv tra i candidati alle prossime politiche. A condurlo saranno Mario Orfeo, direttore Tg1, e Bruno Vespa. In un primo momento ipotizzato per sabato sera, la decisione finale è stata affidata alla Commisione di vigilanza Rai, convocata per dopodamani 30 gennaio. Al centro il tema dell'eventuale allargamento del confronto a tutte le coalizioni in gara.

Dopo le prime indiscrezioni sull'accordo, infatti, la discussione si è riaperta e la Rai è stata costretta a precisare che, al momento, non c'è ancora nessuna possibilità di messa in onda della trasmissione il prossimo sabato sera. A sua volta, il segretario Pd Pier Luigi Bersani ha annunciato la propria disponibilità a intervenire solo "se al confronto saranno presenti tutti gli altri candidati premier" e, per il Pdl, "sia Berlusconi che Alfano", giocando sulla decisione del principale partito del centrodestra di inserire nel proprio simbolo la dizione "Berlusconi presidente" con riferimento solo alla presidenza del partito, senza candidare né lui né tantomeno il segretario Angelino Alfano a futuro premier. Per Bersani, che parla di un confronto a "sei più uno", dovrebbero partecipare tutti: anche Antonio Ingroia, Beppe Grillo e Oscar Giannino.

E una lettura in chiave politica del "giallo del confronto" arriva dal portavoce del Cavaliere e membro della Commissione di vigilanza Rai, Paolo Bonaiuti. "Abbiamo capito benissimo - ha detto Bonaiuti - che Bersani vuole buttare la palla in tribuna per paura del confronto televisivo con Berlusconi. Solo per questo si arrampica sugli specchi, proponendo formule fantasione come il 6+1".

Si troverà adesso un accordo in tempo per sabato sera? Le diplomazie Rai sono al lavoro e l'alternativa è un possibile confronto rinviato a lunedì o martedì oppure una "sconfitta mediatica" di viale Mazzini a favore di altre reti. A cominciare da Sky che, però, aveva visto slittare la possibilità di organizzarne uno intorno alla fine della prima decade di febbraio o dalla stessa berlusconiana Mediaset, nella quale il direttore del Tg5, Clemente J. Mimun, aveva già annunciato da tempo l'intenzione di parteciapre alla "gara dei confronti elettorali".

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