Ilva, Emiliano: Chiediamo revoca facoltà uso stabilimento
Linea dura del governatore della Puglia dopo la morte di un operaio

La Regione Puglia chiederà la revoca della facoltà dell'uso dello stabilimento dell'Ilva. Lo scrive il governatore Michele Emiliano su Twitter, ricordando Giacomo Campo, l'operaio morto in un incidente nello stabilimento di Taranto. "Mi auguro sinceramente di riuscire, non so ancora come, a spiegare all'opinione pubblica e al Governo quale è la condizione nella quale ci troviamo attualmente per assicurare i diritti ai nostri cittadini", spiega Emiliano, annunciandoo che "l'atteggiamento dell'amministrazione regionale nei confronti della situazione Ilva cambia completamente". E promette: "Eserciteremo tutte le nostre prerogative al fine di tutelare i cittadini della regione Puglia". "Attueremo una serie di iniziative - spiega -, a partire dalla redazione di una richiesta, attraverso i nostri avvocati in sede di Corte di Assise di Taranto nella prossima udienza, una richiesta di sequestro dello stabilimento chiedendo che la Corte rivaluti la questione di costituzionalità dei decreti che impediscono la vigenza dei sequestri sullo stabilimento. Esistono delle norme che nonostante il sequestro consentono alla fabbrica di funzionare. Quindi noi chiederemo la revoca della facoltà assegnata ai commissari di far funzionare la fabbrica a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata. La pazienza della Regione Puglia, che pure avevamo assicurato in questi mesi, è finita". "Noi sosterremo i ricorsi già presentati dai cittadini tarantini tesi a conseguire un risarcimento nei confronti dello Stato che, con i suoi decreti, fa permanere le condizioni di criticità e di pericolosità e anche noi valuteremo l'ipotesi di ricorrere presso l'Alta corte di giustizia", precisa Emiliano, "ho trasmesso al presidente del Consiglio il rapporto della Regione Puglia sui dati epidemiologici accertati, trasmetteremo lo stesso rapporto anche alla Procura della Repubblica di Taranto e alla Corte di Assise e lo presenteremo pubblicamente il 3 di ottobre".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata