Il voto visto dal 4 marzo: Lega non sfonda, Csx si difende, M5S si scioglie
Il partito di Salvini non riesce a fare il balzo definitivo rispetto al già ottimo risultato delle politiche. Forza Italia in crisi. Il Pd tiene. FdI va bene.

Un dato è certo. Crolla il M5S: dappertutto e in modo omogeneo. Anche dove vanno al ballottaggio, i grillini lasciano sul terreno percentuali enormi rispetto al voto del 4 marzo: ad Avellino passano dal 39,5% al 20,2%; a Barletta dal 50% al 18,6%, a Ragusa dal 47,3% al 22,5%. Dove vanno i voti M5S? Ci vorranno analisi dei flussi ben più sofisticate ma di certo, si possono dire due cose: molti non sono andati a votare e la sensazione (visti i risultati) è che ne abbia intercettati di più il centrosinistra del centrodestra. Gli altri due dati che emergono dall'analisi del voto nei 20 capoluoghi di provincia sono la sostanziale tenuta (con qualche passo avanti e qualcuno indiero) del Pd e del centrosinistra e il successo del centrodestra con dati che, però, non sono molto lontani da quelli del 4 marzo e, soprattutto, non fanno segnare l'avanzata della Lega che forse qualcuno si aspettava. Il dato, come vedremo, è spesso falsato dalla presenza di molte (e determinanti) liste civiche nelle due principali coalizioni. E poi vero che la Lega è spesso il primo partito del centrodestra ma, altrettanto spesso, non c'è un flusso di voti nuovi, piuttosto un passaggio da Forza Italia alla Lega tutto interno al centrodestra. Insomma, chi si aspettava un assalto al carro del vincitore leghista, sarà rimasto deluso. Infine, sempre in generale, Fratelli d'Italia, più o meno ripete la prestazione del 4 marzo il che dimostra che è un partito piccolo ma fortemente identitario.

Vediamo come è andata comune per comune. I dati, ovviamente, sono territorialmente omogenei e si riferiscono ai collegi uninominali della Camera.

Ancona - Politiche del 4 marzo: M5S 33,2, Centrodestra 28,1% (Lega 14,6%, FI 8,6%, Fdi 4,7%), Centrosinistra 30% (Pd 25,5%).
Nelle comunali di ieri (ballottaggio csx-cdx) la candidata del centrosinistra è saldamente al comando con il 48% (incremento come coalizione, del 18% rispetto al 4 marzo). Il Pd sale di quasi 5% (30%). Nel centrodestra (28,4% quindi dato uguale alle politiche), la Lega scende al 12,33%, Forza Italia si dimezza (4,33%) e Fratelli d'Italia ottiene praticamente la stessa percentuale (4,41%). Certo, ci sono le liste civiche (che per il centrodestra incidono per quasi il 7%) ma anche alle politiche, il centrodestra portava con sé diverse liste minori. Il M5S perde oltre 18 punti (17%). Di sicuro non li intercetta il centrodestra. Men che meno la Lega.

Avellino - Politiche del 4 marzo: M5S 39,5%. Centrodestra 24,8% (FI 13,4%, Lega 5,1%, Fdi 5,2%), Centrosinistra 25,5% (Pd 17,6%)
Ad Avellino (ballottaggio csx-M5S), il centrosinistra vola al 42,9% (+17,4%) con il Pd al 16,64% e ben sei liste civiche che ottengono dal 5% al 10%. Il suo perimetro, comunque, si è ampliato di molto rispetto a quattro mesi fa. Si restringe, invece, quello del centrodestra: Lega e Forza Italia hanno sostenuto insieme un candidato (Sabino Morano) che ha preso il appena 10,4%. Un altro 6,4% va a Costantino Prezioni sostenuto da Fratelli d'Italia. La somma fa 16,8% (lontana comunque dal 24,8% del 4 marzo. La Lega scende al 4,13% (-1%), Forza Italia al 5,8% (-7,6%) e Fratelli d'Italia perde 4,2% scendendo all'1%. Non vale la pena di ripetere tutto il discorso della "località" del voto, dalla presenza di altri candidati di area. E' un dato di fatto che quei partiti, il 4 marzo, avevano lo stesso nome sulla scheda e presero molti più voti. Crolla (come dappertutto) il M5S che, come si diceva, va al ballottaggio ma lascia sul terreno oltre 17 punti (dal 39,5% al 20,2%).

Barletta - Politiche del 4 marzo: M5S 50%, Centrodestra 25,3% (FI 16,6%, Lega 4,9%, Fdi 4). Centrosinistra 18,3% (Pd 15,3%)
Trionfa Cosimo Cannito (Liste civiche vicine al centrodestra) con il 53%. Il M5S crolla di quasi 32 punti (dal 50% al 18,6%) e, qui evidentemente, il centrodestra "civicizzato" intercetta una parte del voto grillino. La Lega, però, si presenta da sola e prende il 4,5% (quasi la stessa percentuale del 4 marzo). Male il centrosinistra  che scende al 13,7% (con il Pd in calo all'11,13%). Va bene Carmine D'Oronzo (sostenuto da Sinistra Italiana) che prende oltre il 9%. Ma in Puglia va ricordato che è ancora viva l'esperienza di Nicki Vendola e di SI.

Brescia - Politiche del 4 marzo: Centrodestra 40,8% (Lega 23,1%, FI 12,3%, Fdi 4,8%), Centrosinistra 32,9% (Pd 26,6%), M5S 18%
A Brescia il centrosinistra ottiene il suo miglior risultato con la vittoria al primo turno di Emilio Del Bono (53%, nella foto sotto). Il Pd sale di quasi 8 punti dal 26,6% al 34.6%. La coalizione ne guadagna oltre 20. E' chiaro che qui gioca un ruolo importante la figura del sindaco (tra i più amati d'Italia), ma vale sempre il discorso del perimetro potenziale che, anche di questi tempi, se la proposta politica (in questo caso impersonificata da Del Bono) piace, si allarga di molto. Nel centrodestra, Forza Italia (7,56%) perde quasi cinque punti e la Lega ne guadagna 1 (al 24,17%); Fd1 (perde lo 0,8%). Complessivamente il perimetro del centrodestra scende di oltre un paio di punti (al 38,1%). L'M5S perde quasi 13 punti riducendosi a uno striminzito 5,4%. Impossibile credere che la carenza di "territorialità" del movimento, pesi così tanto.

Brindisi - Politiche del 4 marzo: M5S 52%, Centrodestra 27,5% (FI 18,4%, Lega 5,2%, Fdi 2%), Centrosinistra 12,9% (Pd 11,7%)
A Brindisi (ballottaggio centrodestra-centrosinistra), si assiste al solito crollo del M5S (dal 52 al 21,3% con un calo di oltre il 30% quasi equivalente a quanto prese il centrodestra il 4 marzo). Il centrodestra un po' ne approfitta con Cavalera sostenuto dal Pri e Forza Italia oltre ad alcune liste civiche. Forza Italia perde comunque l'11% (dal 18,4% al 7,46%). La Lega (che ha sostenuto un altro candidato insieme a Fratelli d'Italia) prende praticamente la stessa percentuale (5,03% contro 5,2%) del 4 marzo, mentre Fdi guadagna dal 2% al 6,29%. Risale il centrosinistra (23,5% rispetto al 12,9%) con il Pd che, però, perde un po' meno di 2 punti  (dall'11,3% al 9,64%). Di nuovo in forte allargamento il perimetro del centrosinistra. Pure quello del centrodestra (sommando i voti dei due candidati di centrodestra si passa il 52%) diventa più ampio. In questo caso, entrambe le coalizioni si "mangiano" il M5S.

Catania - Politiche del 4 marzo: M5S 48,6%, Centrodestra 32,7% (FI 22,3%, Lega 4,8%, Fdi 4,7%). Centrosinistra 13,6% (Pd 11,7%)
Solito crollo del M5S (dal 47,6% al 15,9%: quasi 32 punti percentuali). Il centrodestra sale di 20% (al 52,4%) ma Forza Italia si dimezza scendendo dal 22% all'11%. Qui l'effetto delle liste civiche è davvero importante. Nella coalizione vincente c'è anche la Lega (Noi con Salvini) che prende appena l'1,68% (aveva il 4,8%) e Fratelli d'Italia sale al 5,88% dal 4,7%. Dove si dimostra che Fdi (a differenza della Lega) ha una sua identità territoriale al Sud. Il centrosinistra patisce la sconfitta di Vincenzo Bianco. Il sindaco uscente ha scelto di non far comparire il simbolo del Pd e può darsi che abbia sbagliato. Comunque, anche qui, il perimetro potenziale sale rispetto al 4 marzo, anche se, a Catania, il centrosinistra ha già avuto molto di più in occasione dei precedenti mandati di Bianco.

Imperia - Politiche del 4 marzo: Centrodestra 38,4% (Lega 19,6%, FI 14,6%, Fdi 4,1%). M5S 29,8%. Centrosinistra 20,7% (Pd 148%)
Il ritorno di Claudio Scajola (a Imperia ha una tradizione di potere di famiglia radicatissima) regala al Centrodestra il ballottaggio contro la destra di Lega-Fdi. Il M5S quasi sparisce (6,1% con 23 punti in meno). Il centrosinistra guadagna qualcosa rispetto al 4 marzo (dal 20,7% al 23,7%) ma il Pd ha una delle sue peggiori performance di questa tornata e scende dal 14,8% al 9,74%. Il centrodestra si divide (insieme sarebbe oltre il 60% (rispetto al 38,4% di marzo): Forza Italia sceglie di sciogliersi nelle liste civiche Scajolane ("Meglio lasciar fare a lui" avranno pensato gli uomini del Cavaliere) e non può essere rilevata. La Lega cala dal 19,6% al 7,8% e Fdi scende dal 4,1% all'1,46. Anche qui, c'è il perimetro "largo" del centrodestra, ci sono le liste civiche ma la Lega non è precisamente trainante.

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