Il Quirinale apre all'election day: Prima legge elettorale e stabilità

Roma, 16 nov. (LaPresse) - Dopo due ore e quindici minuti, è terminato il vertice al Quirinale tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio, Mario Monti, e i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Al centro dell'incontro, il tema delle elezioni e l'eventuale election day. Il primo a lasciare il palazzo del Quirinale è stato Monti, poi Schifani e infine Fini.

Legge elettorale, legge di bilancio per il 2013 e legge di stabilità. Poi al voto. E' quanto emerge dalla nota diramata al termine dell'incontro dal Quirinale che spiega che nell'incontro Napolitano "ha richiamato l'auspicio da lui espresso in tempi recenti che si proceda verso una costruttiva conclusione della legislatura ancora in corso, così da portare avanti la concreta attuazione degli indirizzi e dei provvedimenti definiti dal governo e approvati dal Parlamento". Adempimenti "prioritari e ineludibili" nel corso delle prossime settimane sono, secondo il Colle, l'approvazione finale in Parlamento della legge di stabilità e quindi quella della legge di bilancio per il 2013.

Necessaria anche l'approvazione di una nuova legge elettorale. "L'esigenza di regole più soddisfacenti per lo svolgimento della competizione politica e a garanzia della stabilità di governo, e le aspettative dei cittadini per un loro effettivo coinvolgimento nella scelta degli eletti in Parlamento - spiega il Quirinale - rendono altresì altamente auspicabile la conclusione - invano a più riprese sollecitata dal Presidente della Repubblica - del confronto in atto da molti mesi per una riforma della legge elettorale. Il capo dello Stato ha richiamato l'orientamento e l'impegno a concordare tale riforma che erano risultati già dagli incontri da lui tenuti alla fine dello scorso mese di gennaio con gli esponenti dei cinque partiti rappresentati in Parlamento".

Secondo il Quirinale è sconsigliabile "un affannoso succedersi di prove elettorali". Per questo, nonostante la convocazione delle elezioni regionali non spetti al presidente della Repubblica, il Quirinale auspica che in Lazio, Lombardia e Molise si voti nello stesso giorno: "Si è a tale proposito - afferma la nota - ritenuta appropriata la data del 10 marzo 2013". Diversa la questione delle elezioni politiche, dal momento che lo scioglimento delle Camere è "prerogativa propria ed esclusiva del Presidente della Repubblica": "In proposito - scrive il Quirinale - si ricorda che il capo dello Stato aveva rilevato, il 3 novembre scorso, la carenza, fino a quel momento, di condizioni oggettive e di 'motivazioni plausibili' per un'anticipazione sia pur lieve della convocazione delle elezioni politiche. Si attende dunque il verificarsi delle condizioni opportune per la decisione che la Costituzione riserva al capo dello Stato".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata