Il Colle ferma Bersani, regia del Quirinale per consultazioni lampo

Roma, 28 mar. (LaPresse) - Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sarà domani al Quirinale per partecipare alla seconda tornata di consultazioni che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, terrà dopo l'esito negativo del preincarico affidato a Pier Luigi Bersani, per tentare di uscire dall'impasse per la formazione del governo. E domani al Quirinale ci sarà anche il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, alle consultazioni. E questo rappresenta un segno di una volontà di cambiare pagina da parte del Colle rispetto al percorso seguito sinora da Bersani che stasera ha accettato 'obtorto collo' di congelare il suo incarico per la formazione di un esecutivo. A questo segno se ne aggiungono poi altri. Ad esempio la rilevante durata del colloquio fra Napolitano e Bersani, indicativa di un confronto forte, difficile fra i due. Un segno in più a favore della tesi di una svolta in direzione diversa da quella perseguita sinora dal leader del Pd, con una ipotesi rafforzata di un ritorno in campo per un nuovo incarico per la formazione di un esecutivo 'del presidente' o 'di scopo' di nomi come quello del direttore della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni, ma anche di quello, seppur più defilato, di Giuliano Amato, di cui si era anche parlato come di un possibile successore di Napolitano al Quirinale 'non sgradito' a Silvio Berlusconi. Certo Napolitano, per passare ad un altro nome, non ha potuto archiviare proprio già questa sera la vicenda dell'incarico a Bersani. Così è stato evitata al leader del Pd una uscita non proprio gloriosa. Questo scenario prefigurabile, ma tutt'altro che scontato e anch'esso non senza ostacoli da superare, poi si associa a una accelerazione delle consultazioni. Stavolta, nella seconda tornata, le consultazioni diventerebbero 'lampo', potendo portare a chiudere la partita magari già entro domani, e magari con un giuramento dei nuovi ministri, se non già sabato, con maggiore probabilità già martedì prossimo. Poi, per leggere mosse e tempistiche nella ricerca di una soluzione, c'è un altro segno, quello in un contesto in cui la politica guarda con grandissima attenzione ai mercati e viceversa, in una situazione economica difficile come quella attuale, dove l'incertezza è il nemico da combattere. Dopo la pausa pasquale, martedì riaprono la Borsa e un' Italia non più nel guado, ma guidata da un governo, politicamente sarebbe un segnale rassicurante per i mercati.

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