Grillo: M5S ha bisogno del voto. Tornare in Rai per una trasmissione? Perché no

Roma, 9 ago. (LaPresse) - Freccero è "una persona competente, un creativo finalmente e non un amministrativo. Hanno fatto la scelta migliore possibile. L'ho sentito anche per fargli i complimenti. Peccato che come presidente abbiamo scelto una persona che ha quasi affossato Rainews: credo che come manager non sia all'altezza". Così, in un'intervista sul 'Corriere della Sera', il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo commenta il cambio ai vertici della Rai. Per quanto riguarda gli altri consiglieri eletti nel Cda, si tratta di "quasi tutti habitué del Pd". E sulla possibilità, caldeggiata da Freccero, di un suo ritorno in viale Mazzini, Grillo rivela: "Io potrei fare benissimo una trasmissione: perché no? È chiaro che in veste di leader politico ciò non sarebbe permesso. In ogni caso il sistema attuale sta cambiando, si va verso battaglie epocali. Ci giocheremo il futuro con la banda larga, speriamo diventi fruibile per tutti. La tv generalista forse resisterà qualche anno". Per Grillo non è da escludere neanche un futuro sul piccolo schermo: "Io in realtà sto lavorando su uno spettacolo per il prossimo anno, uno show internazionale - conferma -. Non so ancora se andrà nei palazzetti, nelle piazze".

"Il Movimento sta andando bene, la gente sta vedendo che non c'è altra possibilità oltre a noi, sta capendo che la nostra rivoluzione è l'onestà intellettuale. Il nostro problema è il tempo: dobbiamo andare il prima possibile alle elezioni". Lo sostiene il leader dei 5 Stelle Beppe Grillo, intervistato dal 'Corriere della Sera', mentre si trova in vacanza a Marina di Bibbona. "Fare opposizione tutta la vita non è nel nostro dna - aggiunge -. Dobbiamo affrettare i tempi. Anche per questo ci riuniremo a Imola il prossimo 17-18 ottobre, per scambiarci idee". Non solo sull'Italia, ma anche sul futuro del Vecchio Continente: "Perché - dice Grillo - questa non è l'Europa che immaginavano i padri fondatori, ma un'Europa di moneta, spread e banche. Abbiamo anche indetto un referendum sull'euro che dovrebbe essere fatto entro la fine dell'anno. Noi dobbiamo essere autonomi come nazione e anche nell'Unione. Il nostro piano B è noto da tempo: nazionalizzare le banche e creare una moneta parallela che almeno per i primi tempi chiameremo lira forte".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata