Grasso: Parlamento in crisi, mero ratificatore decisioni altrui

Roma, 11 nov. (LaPresse) - "I fattori di crisi del Parlamento si sono aggravati. Vi sono in primo luogo i problemi della rappresentanza, sintomo della crisi interna ai partiti che si ripercuote sui gruppi parlamentari, spesso determinando l'instabilità della maggioranza in Aula e nelle Commissioni. Il modo attuale di fare legislazione, che è dovuto alle esigenze pur comprensibili dell'esecutivo di fare fronte con rapidità ed incisività alla gravità della situazione, sacrifica gli spazi di confronto dell'assemblea, alimentando la sensazione di un Parlamento mero ratificatore di decisioni assunte altrove". Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel discorso agli studenti del master 'Parlamento e Politiche Pubbliche' della Luiss Guido Carli.

"Mi riferisco - spiega il presidente del Senato - ai temi su cui più volte il Capo dello Stato ha fatto sentire il suo richiamo autorevole: i decreti legge "omnibus", dal contenuto troppo eterogeneo; il ripetuto ricorso alla questione di fiducia, anche su maxi-emendamenti che in un unico o in pochi articoli, suddivisi in centinaia di commi, riassumono l'intero contenuto di leggi complesse ed articolate; la tendenza anche nei procedimenti di delega a ridurre all'essenziale principi e criteri direttivi, ampliando i margini di discrezionalità dell'esecutivo".

PRESIDENTE DEL SENATO ESPOSTO A TENSIONI, RUOLO DIFFICILE - "Questa situazione nell'emiciclo espone a tensioni il ruolo del presidente, stretto fra le comprensibili esigenze della maggioranza e le altrettanto legittime richieste di spazi democratici di confronto e dialogo dell'opposizione - ha spiegato Grasso -. Un ruolo estremamente difficile da interpretare anche per chi, come me, ha cercato di portare in questa nuova funzione di 'arbitro parlamentare' la stessa passione, e soprattutto la stessa imparzialità ed equilibrio che ho perseguito con tenacia nei miei precedenti incarichi da magistrato".

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