Governo, sì a fiducia da 'dissidenti' del Pd. Ma Civati smentisce

Roma , 28 apr. (LaPresse) - "Circola da qualche minuto un documento che include anche la mia firma e in cui annuncio il mio voto di fuducia al Governo. Non so come sia uscito, ma non ho firmato alcuna dichiarazione di fiducia e quindi smentisco". Lo scrive il parlamentare del Pd Pippo Civati in una smentita sul suo blog. "Come ho detto più volte in questi giorni, e ancora poche ore fa in diretta su Rai 3, le mie perplessità sul Governo Letta rimangono, e prenderò una decisione in merito alla fiducia solo dopo averne discusso, come ho ripetutamente richiesto, domattina con il resto dei colleghi del Pd. Non prima", aggiunge Civati.

Fra i firmatari del documento dei cosiddetti 'dissidenti' democratici c'è anche il parlamenatre del Pd Sandro Gozi che su twitter ha scritto "voterò la fiducia come abbiamo spiegato nel nostro documento". Questo il testo del documento, con cui arriverebbe il via libera all'esecutivo Letta e da cui Civati però si dissocia, che riporta come "firmatari (in ordine alfabetico): Pippo Civati, Sandro Gozi, Laura Puppato Sandra Zampa", fra i più critici del Pd sul governo Letta. "In questo momento drammatico per il nostro Paese - si legge nel testo - e per la democrazia noi sentiamo l'obbligo di rappresentare, più di quanto non sia avvenuto nel recente passato, un popolo che soffre e che teme per il proprio futuro. In questi giorni abbiamo richiamato la necessità che il governo presieduto da Enrico Letta, pur nelle grandissime difficoltà di fare sintesi di linee politiche fortemente diverse, nasca nuovo, anche nelle figure, e garante dell'unica necessità di individuare soluzioni ai problemi urgenti dell'Italia. È con questo spirito che accordiamo la fiducia a questo Governo assumendoci le nostre responsabilità di eletti. Ci impegniamo nel Parlamento affinché si possano avviare politiche di equità e di crescita, di moralità e di sobrietà".

"E' questo - si legge ancora nel documento firmato dai 'dissidenti del Pd' - il senso del nostro dare fiducia: la speranza che in questa fase di emergenza democratica, economica, sociale ed europea rinasca l'obbligo morale di rappresentare quel cambiamento di stile e di obiettivi di cui gli italiani sentono un disperato bisogno. Siamo ben consapevoli del contesto politico uscito dalle ultime elezioni. Le primarie hanno permesso l'entrata in Parlamento di molti giovani e donne e questo rafforza il vincolo fiduciario che ci lega ai nostri cittadini elettori. E' questo il senso della nostra fiducia: un atto di responsabilità individuale e collettiva che ci assumiamo nei confronti di tutti gli Italiani e di coloro che ci hanno dato fiducia con il loro voto. Una fiducia che vogliamo meritarci ogni giorno di più".

"Abbiamo discusso, inutilmente- prosegue il documento - per ormai 20 lunghi anni, di riforme delle istituzioni e della politica. E' ora di agire rapidamente. Il gruppo dei saggi voluto dal Presidente Napolitano ha identificato una serie di riforme possibili e necessarie a cui noi dobbiamo dare risposte chiare e coerenti con i principi e i valori su cui abbiamo fondato il nostro impegno politico come Democratici: vogliamo realizzare una democrazia maggioritaria attraverso un parlamento monocamerale; una democrazia che funzioni, capace di decidere in modo legittimo e rapido, anche modificando i regolamenti parlamentari; e vogliamo una legge elettorale maggioritaria che restituisca ai cittadini la capacità di scegliere i propri eletti e di chiedere conto di quello che fanno attraverso collegi uninominali".

"Vogliamo - si legge ancora - che il nuovo governo risponda all'emergenza sociale, dei troppi giovani senza lavoro e senza formazione che hanno già perso la fiducia nel nostro Paese, dei tantissimi lavoratori in cassa integrazione, di tutti gli esodati che attendono ancora una risposta, delle famiglie italiane che non riescono più ad arrivare a fine mese, delle imprese italiane che lottano e soffrono a causa di lentezze burocratiche, di regole astruse e del penalizzante sistema della corruzione, dell' assenza di una vera politica industriale rivolta ad un futuro finalmente verde e sostenibile. Vogliamo una vera politica economica e sociale che rompa con i tagli lineari e con il rigore cieco e controproducente. Lo abbiamo visto anche nell'ultimo anno: troppa austerità uccide. Dovremo cioè finalmente avviare una nuova politica di crescita cominciando a dareconcreta attuazione a quel Piano per la crescita e l'occupazione deciso un anno fa e mai avviato. Gli italiani hanno compiuto sforzi e sacrifici senza precedenti per ritrovare la stabilità. Ora sta a noi agire con vera coerenza e pieno rispetto di questi sforzi, avviando con decisione vere politiche di sviluppo su scala nazionale e soprattuto su scala europea. "E vogliamo - si legge ancora nel documento - quindi un'Europa diversa e un'Italia diversa in Europa. La nuova politica europea dell'Italia deve costruire un'Europa federale e una vera democrazia postnazionale. Il nuovo governo e questo Parlamento dovranno prendere tutte le iniziative necessarie a preparare il nuovo processo costituente europeo, da avviare subito dopo le elezioni europee. Dovremo sostenere il Parlamento europeo e batterci per un bilancio europeo, all'altezza, anche per dimensioni, delle ambizioni e delle promesse che abbiamo fatto ai nostri cittadini".

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