Governo, Salvini: "O si parte o non tratto più". Di Maio: "Chiudere in 24 ore"
Polemiche su Paolo Savona all'Economia. Macron chiama Conte

"Mi rifiuto di andare avanti ancora per giorni con le trattative, o siamo in condizioni di lavorare o qualcuno se ne prenderà la responsabilità". Quello tra Matteo Salvini e il Quirinale può essere considerato a tutti gli effetti un 'braccio di ferro', con tanto di 'ultimatum' del leghista al capo dello Stato. Ormai l'oggetto del contendere è chiarissimo: il segretario federale vuole Paolo Savona al ministero dell'Economia, mentre il presidente della Repubblica continua a chiedere una soluzione alternativa all'economista con spiccate ideologie 'no euro'.

Il muro contro muro che sta animando le ultime, fibrillanti ore della fase politica italiana rischia seriamente di travolgere gli accordi di maggioranza con il Movimento 5 Stelle, trascinando con sé non solo il famoso 'contratto', ma tutto il governo. Anche il gruppo dirigente di via Bellerio sposa la linea della resistenza, schierandosi al fianco del suo leader, che annuncia: la lista dei ministri del partito è pronta e sarà consegnata nelle mani del premier incaricato, Giuseppe Conte. In questo modo il neo senatore lancia un segnale inequivocabile al Colle: "Non faccio una questione di nomi e cognomi, ma di rispetto del voto che gli italiani hanno espresso il 4 marzo". In poche parole, chi ha ottenuto i consensi delle urne hanno il diritto di esprimere le proprie preferenze sulla squadra di governo, al di là delle prerogative conferite dalla Costituzione al presidente della Repubblica. Salvini lamenta di averne fatti già troppi di passi indietro, dunque non farà un altro sulla candidatura di Savona: "Come in Italia nessuno ha mai eccepito su un ministro belga, tedesco o francese, è evidente che i ministri italiani non devono necessariamente avere il gradimento dei tedeschi, dei francesi o di chiunque altro".
 

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