Governo, 'pressing' Gentiloni: "Serve soluzione politica in tempi rapidi"
Il 'vecchio' premier sceglie Bucarest per lanciare un chiaro avviso ai partiti

"Il governo è impegnato, nessuno ha staccato la spina", ma l'unica cosa certa è che "c'è bisogno di una soluzione politica in tempi rapidi che dia certezza del ruolo che l'Italia non può che svolgere in dimensione europea". Il 'vecchio' premier Paolo Gentiloni sceglie Bucarest, lontana oltre 1000 km dal caos politico romano per la formazione del nuovo governo, per lanciare un chiaro avviso ai partiti, richiamando senza troppi giri di parole anche la posizione del capo di Stato Sergio Mattarella. L'Ue e i mercati insomma premono, perché la stessa Europa "non può permettersi di affrontare il dibattito sul futuro senza l'Italia. Lo abbiamo fatto in questi mesi, in queste settimane, stiamo lavorando sul dossier migratorio per arrivare a un punto di equilibrio. Stiamo lavorando sulle questioni economiche finanziarie". La visita ufficiale in Romania per Gentiloni è l'occasione per toccare alcuni temi caldi, compreso il contrasto alla corruzione che "non deve essere terreno di scontro" e che invece rappresenta un "fondamento del nostro convivere in Europa".

Se Bruxelles per l'esponente Pd deve imparare a gestire i migranti come "fattore di sviluppo" e non di paura, lo sguardo del presidente del Consiglio si sofferma sui rapporti tra Bucarest e Roma. Tra i due Paesi ci sono relazioni diplomatiche eccellenti (con una comune posizione in Ue) e floridi rapporti economici. Qualche numero? "Abbiamo un interscambio di 14 miliardi di euro, decine di migliaia di imprese italiane presenti, una importante comunità romane in Italia e una presenza sempre più attiva, integrata, capace di fare impresa e dare un contributo sempre più rilevante allo sviluppo del nostro Paese", spiega sorridendo Gentiloni durante una conferenza stampa congiunta a Bucarest con il presidente romeno Klaus Iohannis.
E se qualcuno potesse avere dubbi sulla solidità dell'asse Italia-Romania (visto il punto interrogativo sul nuovo esecutivo), arriva anche la rassicurazione finale: "La nostra presenza qui non come un fatto episodico o momentaneo ma come un fatto strategico".

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