Governo, Pd scende in piazza il 1 giugno. Renzi: "Sarà battaglia contro gli estremisti"
L'ex segretario dem: "Il disastro di questi giorni ha due responsabili: Salvini e Di Maio". Calenda: "Mi candido"

Il Pd non ha intenzione di lasciare le piazze a Lega e Movimento 5 Stelle. La mancata partenza del governo giallo-verde, gli attacchi al presidente della Repubblica e le probabili elezioni anticipate da tenersi presumibilmente dopo l'estate. Tre scenari sui quali i dem, dopo il periodo 'Aventiniano', hanno intenzione di scendere in campo con forza. E' il reggente Maurizio Martina a chiamare alla "mobilitazione in difesa della Costituzione" con iniziative "aperte a tutte le forze democratiche" nelle piazze italiane. Venerdì 1 giugno il clou a Milano e Roma. "Andremo in piazza con la Costituzione in mano - dice - perché nessuno può pensare che ci sia futuro senza il rispetto della nostra Carta fondamentale, perché l'Euro e l'Europa sono il nostro verso scudo, la nostra reale sovranità".

E proprio l'Ue e la moneta unica saranno i capisaldi della prossima campagna elettorale verso la quale già si lancia Matteo Renzi. "Sarà una battaglia incredibile tra chi vuole uscire dall'Europa e chi vuole un'Italia forte ma dentro l'Europa. Sarà una battaglia tra chi combatte sulla base di fake news e chi porterà numeri, fatti, argomenti. Sarà una battaglia tra chi mette in discussione l'appartenenza atlantica dell'Italia e chi non vuole cambiare una linea di politica estera che l'Italia segue da 70 anni. Sarà una battaglia tra chi scommette sull'antipolitica e chi crede nella politica", dice l'ex presidente del Consiglio auspicando che all'intero del partito non si perda "neanche un secondo" a litigare. Per Renzi infatti nella prossima tornata elettorale "c'è l'occasione di rivincita del Pd ma anche di salvataggio del Paese".

Nel frattempo però c'è da rimanere sul pezzo in merito all'attualità. A tal proposito al Nazareno si è tenuta una serie di riunione dei vertici dem con Martina, Marcucci, Delrio, Orfini e Guerini. Punto all'ordine del giorno, ovviamente, le mosse da compiere in questa fase di crisi istituzionale in particolare se sostenere o meno il tentativo di governo neutro presieduto da Carlo Cottarelli. Fonti dem fanno trapelare la "disponibilità" a votare la fiducia ma il quadro si definirà "nelle prossime ore" in una direzione nazionale che si dovrebbe tenere mercoledì o giovedì.  E per il futuro il Pd può giocarsi anche una nuova carta, il 'neo tesserato' Carlo Calenda che su twitter risponde con un esplicito "puoi scommetterci" a chi gli chiede se si candiderà. Tutti pronti per la campagna elettorale.

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