Governo, oggi il primo vertice dopo le Regionali: sul tavolo agenda e metodo
Governo, oggi il primo vertice dopo le Regionali: sul tavolo agenda e metodo

Nella maggioranza giallorossa rimane il nodo Autostrade

Un primo incontro "per impostare il lavoro" e fare il punto sui 29 capitoli programmatici stilati a settembre prima di far partire il governo giallorosso e stabilire le priorità tra le cose che restano da fare. Oggi alle 18.30 a palazzo Chigi Giuseppe Conte riunirà i capidelegazione dei partiti di maggioranza. Quello che era stato immaginato come un "conclave di emergenza" se l'Emilia Romagna fosse andata in mano al centrodestra, adesso ha tutta un'altra valenza. Certo le tensioni dentro il M5S restano, ma tra i ministri - anche pentastellati - diffusa è la convinzione che ripartire dai temi e dall'agenda possa far bene pure al Movimento. Senza fughe in avanti o accelerazioni, però. "Cominceremo a impostare il lavoro", spiega Dario Franceschini, che adesso chiede "qualità nell'azione di Governo", ma non intende mettere troppa pressione agli alleati. "I cinque stelle hanno bisogno di tempo", ribadisce il ministro della Cultura, e ai piani alti del Nazareno c'è tutta l'intenzione di concederglielo.

Individuati i punti programmatici su cui puntare, spiegano a palazzo Chigi, bisognerà "procedere speditamente", ma il tavolo di domani servirà più che altro a impostare un metodo di lavoro. "Basta strappi e bandierine", sperano i Dem, ma il percorso si annuncia non privo di insidie. Il primo nodo che oggi sarà sul tavolo è quello di Autostrade. "Per noi non c’è alternativa alla revoca delle concessioni", tuona di buon mattino il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. "E' un tema complesso, abbiamo due visioni abbastanza opposte nel governo - ammette Vincenzo Spadafora - Ma è uno di quei temi su cui il MoVimento 5 Stelle non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro". La ministra dei Trasporti De Micheli continua a predicare calma, ma nel giro di qualche giorno si dovrebbe arrivare a una decisione. L'exit strategy - viene spiegato - potrebbe essere quella di revocare ad Atlantia (secondo indiscrezioni vicinissima allo scorporo di Aspi) solo la concessione relativa al tratto di Genova, e non le altre, quindi aggiungere una maximulta.

Anche sul fronte prescrizione ancora una quadra non c'è, così come da definire è la riscrittura dei decreti sicurezza: "Non ha senso attardarsi a parlare 'solo' della cancellazione dei decreti Salvini. Dobbiamo piuttosto - spiega Franceschini - preparare un nuovo decreto Sicurezza, un pacchetto di norme che mostri il modo differente in cui intendiamo affrontare il problema", azzarda. Non solo nodi, insomma. La fase due nelle intenzioni dei giallorossi sarà una "fase propositiva": riforma fiscale, ambiente, revisione del sistema pensionistico e - azzarda Roberto Gualtieri - sul reddito di cittadinanza. "Abbiamo fatto bene a mantenere questa misura per ridurre la povertà - sottolinea il ministro dell'Economia - ma, allo stesso tempo, dobbiamo migliorarla".

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