Governo, dal 'contratto' al 'baratto ': ecco i nodi della trattativa M5S-Lega

Decreto fiscale, nomine Rai, Ponte Morandi. Il ministro dell'Interno, pronto a risolvere i problemi, tenterà di ricomporre la spaccatura che si è creata all'interno della maggioranza

Matteo Salvini si dice pronto a "risolvere i problemi in famiglia e non facendo casino in tv" e sabato nel vertice a tre con Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, prima, e nel Consiglio dei ministri, poi, proverà a ricomporre la frattura che si è creata all'interno della maggioranza, ma - in realtà - i fronti aperti non mancano e i dossier che vedono M5S e Lega 'separati in casa' continuano ad affastellarsi sulle scrivanie dei due vicepremier.

Decreto fiscale - La 'manina' denunciata da Luigi Di Maio dal salotto tv di 'Porta a porta' sul condono accende lo scontro. A distanza di due giorni il M5S, nelle parole del vicepremier ma anche in quelle del presidente della Camera Roberto Fico ("Per me tutto ciò che non è all'interno del contratto di governo non può essere nelle leggi, lo scudo penale o fiscale non lo sono, quindi il Movimento non solo non lo capirebbe ma non potrebbe proprio votarlo", è il virgolettato), ribadisce il suo no. Salvini prova a buttare acqua sul fuoco: "Hanno cambiato idea? Lo dicano, noi ci sediamo al tavolo e andiamo avanti", dice, ma in realtà il Carroccio va all'attacco sulla sanatoria edilizia a Ischia.

Sanatoria edilizia a Ischia -  Si tratta di una norma inserita nell'articolo 39 bis del decreto per Genova, grazie alla quale, nelle zone colpite dal sisma nel 2017, si potranno regolarizzare gli abusi. È la Lega, in questo caso, ad attaccare, annunciando la presentazione di un emendamento in commissione Trasporti alla Camera per 'stralciare' il provvedimento: "A proposito di condoni sono sicuro che i 5Stelle sosterranno l'emendamento della Lega che blocca il condono generalizzato per Ischia - lancia la sfida Salvini - per tutti gli abusi di questi anni e le cementificazioni. Ci aiuteranno a fermare questo scempio".

Rc auto - A dividere M5S e Lega anche la norma, contenuta nel decreto 'deburocratizzazione', "per realizzare una RC auto equa, con canoni differenziati rispetto al territorio". Il rischio, in questo caso, è che per far pagare meno gli automobilisti del Sud, a pagare di più sia il Nord. Il Carroccio avverte gli alleati: "In nessuno dei provvedimenti del governo ci saranno aumenti delle assicurazioni auto nelle aree in cui oggi si paga meno".

Legittima difesa - Da martedì, poi, si aprirà un altro fronte in Parlamento: in Senato infatti comincerà l'iter della nuova legge sulla legittima difesa, bandiera della campagna elettorale leghista. Non troppo convinti, invece, i 5 stelle. "Siamo certi che non ci saranno scherzi da parte di avversari o alleati: vogliamo rendere la vita degli italiani più sicura", mette le mani avanti il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni. TAV/TAP - Posizioni distanti, da sempre in realtà, tra i due alleati di Governo sulle grandi opere. Il Carroccio ribadisce: "Avanti su Tav e Tap", mentre il M5S attende le valutazioni tecniche dei ministeri.

Dl sicurezza - Si tratta del cosiddetto 'decreto Salvini', fiore all'occhiello dell'attività del ministro dell'Interno di questi primi mesi di Governo. Il M5S, invece, soprattutto con i parlamentari vicini a Roberto Fico, minaccia di non votare le norme che riguardano il giro di vite sulla protezione internazionale e i permessi umanitari.

Ponte Morandi - Dopo il tira e molla sul nome del Commissario, i dissapori sono sulla presenza o meno di Autostrade nella ricostruzione.

Nomine Rai - Dato il caos all'interno della maggioranza è stata rinviata alla prossima settimana la partita delle nomine dei direttori dei tg Rai e delle reti. L'unico accordo raggiunto per viale Mazzini è che la scelta avvenga tra giornalisti interni, ma sui nomi prosegue il braccio di ferro tra Salvini e Di Maio. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata